ASSEMBLEA NAZIONALE DEGLI EDUCATORI PER L’EQUIPOLLENZA, L’EQUIVALENZA E LA FORMAZIONE GRATUITA

MOBILITIAMOCI PER UNA SANATORIA NAZIONALE

SU DECRETO LORENZIN/EX LEGGE IORI

Roma -

Il ddl Lorenzin approvato lo scorso mese di marzo introduce l’iscrizione obbligatoria all’albo professionale degli Educatori Professionali, al quale sono ammessi solo quegli educatori che hanno conseguito un titolo valido (laurea Snt2 o diploma regionale) entro il 17 marzo del 1999.

 

Nel nostro Paese sono migliaia i lavoratori che hanno conseguito i Diplomi Regionali in Educatore Professionale, dopo il 17 marzo del 1999, per i quali le stesse Regioni hanno garantito circa l’equipollenza con il titolo universitario. La stessa assurda situazione riguarda anche gli Educatori Professionali laureati in Scienze dell'educazione - laurea quadriennale vecchio ordinamento con indirizzo di Educatori Professionali - per i quali era prevista l'equivalenza rispetto al titolo abilitante Snt2, ma che si sono laureati anche dopo il 17 marzo 1999 fino ad esaurimento del corso di laurea.

 

Addirittura dopo aver vinto concorsi pubblici nei Comuni e nelle ASL, oggi rischiano di veder “saltare” il proprio posto di lavoro per un riordino della professione che non tiene conto della fotografia del dato occupazionale attuale.

 

Allo stesso modo il ddl Lorenzin esclude gli Educatori Socio-Pedagogici dall’ambito socio-sanitario: l’iscrizione all’albo professionale, infatti, è riservata solo ai laureati (o equipollenti) in Educatore Professionale provenienti dalle facoltà di Medicina. Anche qui si profila una vera e propria mannaia sul piano occupazionale: che fine faranno tutti quei lavoratori ai quali, tra mancata equipollenza, equivalenza e titolo di studio socio-pedagogico, sarà negata l’iscrizione all’ordine?

 

A completare il quadro c’è la ex Legge Iori, inserita in Legge di Bilancio 2017, che decreta a carico dei lavoratori inquadrati come “educatore senza titolo” che abbiano meno di 50 anni o meno di 20 anni di anzianità, la gabella di doversi pagare, entro tre anni, un corso da 60 cfu da conseguire presso le università alla modica cifra che va dai 1600 ai 1800€. Il tutto senza che ciò significhi il riconoscimento dell’inquadramento superiore equivalente.

 

Anche in questo caso il riordino calato dall’alto mette a rischio migliaia di posti di lavoro: anche se il dispositivo ex Legge Iori afferma che chi non consegue la qualifica non è automaticamente passabile di licenziamento, cosa faranno i datori di lavoro del privato sociale alla richiesta da parte di ASL e altri EELL di figure “titolate”?

 

Contro questo riordino della nostra professione calato dall’alto, in spregio alla condizione lavorativa di migliaia di lavoratori, per una sanatoria generale che salvaguardi tutti i posti di lavoro e non scarichi sui lavoratori il costo della formazione, costruiamo l’unità degli educatori!

 

COSTRUIAMO LA NOSTRA MOBILITAZIONE!

UNIAMO LE NOSTRE LOTTE!

DIFENDIAMO LA NOSTRA PROFESSIONALITÀ!

 

ASSEMBLEA NAZIONALE DEGLI EDUCATORI

 

SABATO 6 OTTOBRE 2018 ORE 10.00

C/O USB, VIA DELL’AEROPORTO 129, ROMA