COOPERATIVE SOCIALI E TERZO SETTORE, IL 30 NOVEMBRE È SCIOPERO!

Nazionale -

In una condizione in cui i servizi sociali, sanitari, culturali e di welfare sono sempre più sottoposti alla mannaia del pareggio di bilancio, al taglio lineare, alla riduzione all'osso quando non alla vera e propria scomparsa, fare sentire la voce di chi in quei servizi ci lavora, garantendo la dignità dei servizi offerti all'utenza, diventa un dovere.

 

In tutto il Paese sono a rischio migliaia di posti di lavoro: il riordino professionale dato dal combinato disposto delle Leggi Lorenzin/ex Iori, potenzialmente espelle dai servizi migliaia di educatori che, pur avendo lavorato fino a ieri nei servizi grazie ai propri percorsi di studio ed alla propria esperienza, rischiano oggi di vedersi accusati di abuso della professione educativa, o in altri casi, di doversi pagare di tasca propria formazione onerosissima che non dà luogo a un riconoscimento formale della qualifica; il tutto senza garanzia di continuità lavorativa in un sistema per lo più basato sugli appalti, che com’è noto, garantisce ricche prebende ma non la tutela del lavoro.

 

L’ultima minaccia, in ordine temporale, riguarda i posti di lavoro e il futuro occupazionale di quanti operano nei CAS, SPRAR e servizi rivolti a migranti e rifugiati con i tagli del Decreto Sicurezza alle spese e alle risorse del circuito dell’accoglienza.

 

In generale, la riduzione della spesa pubblica per i servizi sociali, sanitari, culturali e di welfare, i meccanismi predatori al quale è sottoposto questo settore, il malaffare che spesso accompagna le esternalizzazioni, lo sfruttamento che si realizza in condizioni di lavoro più simili al volontariato che al lavoro salariato, indicano il fatto che è necessaria una presa di coscienza forte e organizzata da parte di tutti gli operatori del settore.

 

Difendere la qualità dei servizi significa difendere la nostra professionalità. Difendere i nostri posti di lavoro significa difendere il diritto di milioni di cittadini di accedere al diritto alla salute, all'accoglienza, al welfare universale, ai servizi alla persona, ai servizi culturali!

 

Per questo USB chiama allo sciopero e alla mobilitazione tutti gli operatori del settore, dagli educatori mobilitati contro il riordino professionale agli operatori socio sanitari nei servizi esternalizzati, a tutti quelli il cui lavoro è a rischio per le continue ristrutturazioni aziendali, cambi d’appalto, riorganizzazione dei servizi, per costruire l’unità degli operatori sociali a difesa del lavoro, della qualità dei servizi, del diritto e della dignità all'accesso ad un welfare universale!

 

IL 30 NOVEMBRE SCIOPERO E MANIFESTAZIONE NAZIONALE

 

CONTRO il riordino professionale determinato da Decreto Lorenzin (Legge 3/2018) e la c.d. ex Legge Iori (commi 594-601 della Legge 205/2017), che esclude migliaia di educatori dal riconoscimento del proprio titolo qualificante e della propria posizione professionale e obbliga ad una formazione onerosa gli educatori attualmente occupati non in possesso di specifica qualifica, mettendo per tutti a rischio il posto di lavoro.

 

CONTRO la sistematica riduzione dei fondi per la non autosufficienza, per un piano di rilancio dei servizi di welfare: svincolare i servizi di welfare, sanitari e culturali dal Pareggio di Bilancio e dal Patto di Stabilità.

 

CONTRO l’esternalizzazione dei servizi, gli appalti al massimo ribasso, l’incapienza del costo del lavoro nei bandi pubblici.

 

PER un emendamento nella prossima legge finanziaria che salvaguardi la posizione professionale e lavorativa di tutti gli educatori, per una formazione gratuita e riconosciuta.

 

PER un piano nazionale di reinternalizzazione dei servizi di welfare, beni culturali e sanità, per un piano nazionale di definizione dei Livelli Essenziali Assistenziali che tuteli la dignità e la qualità dei servizi.

 

PER il riconoscimento del lavoro di cura, educativo e assistenziale, come lavoro usurante.

 

PER un sistema dell’accoglienza di migranti e stranieri che sia Pubblico. Basta col business privato dell’accoglienza e l’enorme distribuzione di profitti ai privati.

 

PER una legge che tuteli la posizione dei lavoratori part time ciclici verticali sul piano contributivo e della tutela del reddito.

 

PER un contratto nazionale delle cooperative sociali e del terzo settore che equipari i lavoratori impiegati, sia normativamente che retributivamente, ai lavoratori pubblici.

 

VENERDÌ 30 NOVEMBRE

TUTTE E TUTTI IN PIAZZA MONTECITORIO, ROMA – ORE 11

USB Lavoro Privato