EDUCATORI SENZA TITOLO: CONTINUA LA CAMPAGNA USB PER LA SANATORIA E LA FORMAZIONE GRATUITA

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Dopo le interlocuzioni al Senato con la presidente della commissione lavoro, oggi USB ha incontrato la deputata Marialucia Lorefice del M5S, presidente della commissione affari sociali della Camera, per esporre le giuste ragioni degli educatori senza titolo, i quali secondo i dettami della ex Legge Iori, dovrebbero pagarsi di tasca propria una formazione “che non forma”, perché non rilascia titolo equivalente, non consente progressioni di livello e non garantisce, in ultima battuta, la salvaguardia dei posti di lavoro nei cambi d’appalto.

Circa 80.000 lavoratori sui quali poggia il peso di importanti pezzi del welfare del nostro paese, che guadagnano in media 8-900€ al mese, ai quali si chiede quasi sempre di pagare migliaia di euro in quote sociali e ricapitalizzazioni alle proprie cooperative, che spesso subiscono sospensioni retributive non coperte da alcun ammortizzatore sociale (un caso per tutti è quello degli educatori scolastici, lasciati a casa 3 mesi all’anno senza stipendio) ed ai quali, in disprezzo di ogni decenza, viene chiesto di pagare la tangente di una formazione imposta ex lege per continuare a lavorare!

Quello che USB chiede ai parlamentari è chiaro da mesi: riconoscimento dell’esperienza pregressa per gli educatori senza titolo, giacché questi lavoratori hanno inventato e sorretto il welfare quando nemmeno esistevano i corsi universitari per formare gli educatori, ed un percorso di riqualificazione professionale gratuito e in orario di lavoro che li riconosca educatori a tutti gli effetti, al pari dei colleghi laureati.

La deputata Lorefice, insieme al suo staff e ad alcuni membri della commissione affari sociali della Camera, pur prospettando un cammino difficile per questo riconoscimento, si è impegnata a lavorare per dare soluzione a questa ingiustizia.

Si tratterà dunque di mettersi contro gli interessi delle università a racimolare i risparmi dei lavoratori; si tratterà di andare contro gli interessi di alcune associazioni di categoria degli educatori che promettono sconti e condizioni di miglior favore nel conseguire i CFU; si tratterà di andare contro la stessa senatrice Iori che, pensiamo con grande dispendio di energie, ha girato in lungo e in largo il paese, spalleggiata dal sindacato amico, per sponsorizzare la giustezza di far pagare la gabella ai lavoratori.

Si tratterà di andare contro le Centrali Cooperative, che quando hanno dovuto mobilitare l'opinione pubblica sulla "tassa sulla bontà" hanno bucato il televisore senza risparmiarsi sugli appelli alla solidarietà, ma quando si è trattato di difendere i propri lavoratori dalla "tassa per continuare a lavorare" non hanno messo in campo null'altro se non la presa in giro dell'università telematica.

Quello di cui si può esser certi è che USB andrà fino in fondo, senza tralasciare nessun tentativo per arrivare alla soluzione del problema.

È una questione di giustizia e dignità.

Invitiamo dunque, ancora una volta, tutti gli educatori e le educatrici senza titolo specifico a non iscriversi ai corsi per il conseguimento dei CFU: abbiamo ancora del tempo per giocare la nostra partita.

Roma, 6 febbraio 2019

USB Lavoro Privato