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            <title>Rss Feed coopsociali.usb.it</title>
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            <description>Le ultime notizie di coopsociali.usb.it</description>
            <language>it-it</language>
            
                <copyright>Unione Sindacale di Base</copyright>
            
            <pubDate>Fri, 28 Aug 2026 16:20:36 +0200</pubDate>
            <lastBuildDate>Fri, 28 Aug 2026 16:20:36 +0200</lastBuildDate>
            
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                        <pubDate>Fri, 26 Jun 2026 09:10:18 +0200</pubDate>
                        <title>Associazione 21 Luglio: licenziata una lavoratrice per una testimonianza ai carabinieri. USB denuncia un atto ritorsivo</title>
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		                        		https://coopsociali.usb.it/leggi-notizia/associazione-21-luglio-licenziata-una-lavoratrice-per-una-testimonianza-ai-carabinieri-usb-denuncia-un-atto-ritorsivo-0915.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>USB denuncia con forza il licenziamento per giusta causa di una lavoratrice dipendente di Associazione 21 Luglio ETS, disposto sulla base della contestazione di presunte &quot;dichiarazioni mendaci&quot; rese dalla lavoratrice ai Carabinieri in qualità di persona informata sui fatti.<br /> I fatti:<br /> Un anno fa, a seguito dell'indizione di uno stato di agitazione sindacale in cui venivano denunciate condotte vessatorie all'interno di Associazione 21 luglio, il datore di lavoro aveva presentato una querela per diffamazione nei confronti del sindacalista firmatario.<br /> Nell'ambito delle indagini conseguenti, i Carabinieri avevano convocato come persone informate sui fatti diversi lavoratori e lavoratrici iscritti al sindacato. Tra questi, la lavoratrice in questione aveva reso una dichiarazione relativa alle condizioni di lavoro e ai rapporti con la dirigenza.<br /> Il procedimento è in via di conclusione con l'archiviazione della querela.<br /> Sulla base di tale testimonianza, Associazione 21 Luglio ha contestato alla lavoratrice di aver reso dichiarazioni mendaci sul suo conto, procedendo al licenziamento per giusta causa.<br /> USB ritiene che questa sequenza di fatti — querela, archiviazione, licenziamento — disegni un quadro di ritorsione nei confronti della lavoratrice che ha esercitato un dovere previsto dalla legge: rispondere con verità all'autorità giudiziaria in sede di indagini.<br /> Questo episodio si inserisce in un quadro più ampio di segnalazioni provenienti da più lavoratori e lavoratrici dell'associazione, che negli ultimi mesi si sono rivolti a USB e ai propri legali per contestare analoghe condotte.<br /> USB seguirà la vicenda in tutte le sedi opportune e non lascerà sola la lavoratrice colpita.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 19 May 2026 15:59:05 +0200</pubDate>
                        <title>Decine di manifestazioni per lo sciopero delle cooperative sociali: vogliamo salari, stabilità occupazionale e qualità dei servizi </title>
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		                        		https://coopsociali.usb.it/leggi-notizia/decine-di-manifestazioni-per-lo-sciopero-delle-cooperative-sociali-vogliamo-salari-stabilita-occupazionale-e-qualita-dei-servizi-1608.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>USB esprime soddisfazione per la riuscita dello sciopero nazionale delle cooperative sociali del 18 maggio 2026, che ha visto lavoratrici e lavoratori del settore socio-assistenziale, educativo e sanitario incrociare le braccia in tutta Italia per rivendicare dignità, salari adeguati e diritti.</p>
<p>La mobilitazione ha riportato al centro una condizione lavorativa ormai non più sostenibile: stipendi insufficienti, precarietà strutturale, appalti al ribasso, carichi di lavoro sempre più pesanti e totale assenza di riconoscimento professionale per chi ogni giorno garantisce servizi fondamentali alla collettività.</p>
<p>Educatrici, educatori, OSS, operatori sociali e personale impiegato nei servizi scolastici e assistenziali hanno lanciato un messaggio chiaro: i servizi sociali non possono essere trattati come un mercato e la qualità dell’assistenza non può continuare ad essere sacrificata in nome del profitto.</p>
<p>Tra le rivendicazioni principali della giornata di lotta vi sono la reinternalizzazione dei servizi, il rinnovo del CCNL delle cooperative sociali con aumenti salariali reali, la fine degli appalti al massimo ribasso e il superamento del part time ciclico verticale che condanna migliaia di lavoratrici e lavoratori a mesi senza salario e senza adeguate tutele.</p>
<p>Presidi e cortei si sono svolti in tutta Italia, coinvolgendo complessivamente 17 città dal nord al sud del Paese.</p>
<p>A Roma, al termine del corteo delle lavoratrici e dei lavoratori, si è svolto un incontro tra una delegazione USB, l’Associazione MISAAC e il Coordinamento Nazionale Contro la Discriminazione delle Persone con Disabilità con il Ministero del Lavoro rappresentato da Luca Sabatini del gabinetto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Marina Elvira Calderone.</p>
<p>Nel corso dell’incontro, durato oltre due ore, sono state rappresentate le rivendicazioni delle lavoratrici, dei lavoratori e delle famiglie rispetto alla profonda crisi che attraversa il settore: salari insufficienti, mancanza di continuità lavorativa e necessità di internalizzazione dei servizi. La delegazione ha inoltre espresso una netta contrarietà all’attuale impianto normativo in discussione in Parlamento.</p>
<p>Il confronto ha affrontato tutte le principali criticità del comparto e ha aperto la prospettiva di un percorso di interlocuzione più ampio che dovrà necessariamente coinvolgere anche il Ministero dell’Istruzione e del Merito, il Ministero per le Disabilità e la Conferenza Stato-Regioni, al fine di affrontare sia le difficoltà degli enti territoriali nel finanziamento dei servizi sia la necessità ormai indispensabile di un forte intervento pubblico centrale.</p>
<p>USB continuerà a sostenere la mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori delle cooperative sociali fino all’ottenimento di risposte concrete su salari, stabilità occupazionale, diritti e qualità dei servizi.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 05 May 2026 10:01:53 +0200</pubDate>
                        <title>USB Coopsociali alla Commissione Lavoro e Cultura della Camera: basta rinvii e finte soluzioni, vogliamo internalizzazioni al </title>
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		                        		https://coopsociali.usb.it/leggi-notizia/usb-coopsociali-alla-commissione-lavoro-e-cultura-della-camera-basta-rinvii-e-finte-soluzioni-vogliamo-internalizzazioni-al-1111-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;Il 28 aprile USB è intervenuta alla Commissione Lavoro e Cultura della Camera dei deputati insieme alle altre organizzazioni sindacali.</p>
<p><a href="https://www.facebook.com/share/v/18uP6yCwEH/" target="_blank" rel="noreferrer">https://www.facebook.com/share/v/18uP6yCwEH/</a></p>
<p>Al centro della discussione i diversi disegni di legge sulla stabilizzazione degli educatori scolastici, figura fondamentale per garantire il diritto allo studio degli alunni con disabilità, oggi esternalizzata e appaltata alle cooperative sociali.</p>
<p>USB è netta sul tentativo di scaricare sugli Enti locali l’internalizzazione degli educatori scolastici: è una proposta irricevibile. Senza risorse, è solo un modo per scaricare responsabilità senza risolvere nulla.</p>
<p>USB rivendica una sola soluzione: internalizzazione nel Ministero dell’Istruzione, con assorbimento degli educatori scolastici.</p>
<p>Educatrici ed educatori scolastici sono pagati anche solo 8 euro l’ora, con sospensione retributiva nei mesi estivi.</p>
<p>Dal Ministero del Lavoro nessuna risposta dallo sciopero dello scorso anno.</p>
<p>Non possiamo permettere che condizioni di sfruttamento compromettano il diritto allo studio degli alunni con disabilità e rendano impossibile continuare questo lavoro.</p>
<p>Basta rinvii e finte soluzioni: il tempo è scaduto.</p>
<p>USB chiama alla mobilitazione: sciopero nazionale della categoria il 18 maggio&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 02 Apr 2026 17:01:21 +0200</pubDate>
                        <title>USB vince in tribunale contro la Cooperativa Nuovi Orizonti, risarcimento per oltre 120 mila euro ai lavoratori </title>
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		                        		https://coopsociali.usb.it/leggi-notizia/usb-vince-in-tribunale-contro-la-cooperativa-nuovi-orizonti-risarcimento-per-oltre-130-mila-euro-ai-lavoratori-1703-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Importante vittoria di USB ottenuta presso il Tribunale di Roma nei confronti della cooperativa Nuovi Orizonti.<br /> Il Tribunale, accogliendo il ricorso promosso da USB con l’Avvocato Bartolo Mancuso, ha condannato la cooperativa a risarcire circa 120 mila euro a sette lavoratori iscritti a USB che operavano come educatori (OEPAC, termine usato nella Regione Lazio) presso una scuola di Roma a supporto degli alunni con disabilità.<br /> Per anni i lavoratori e le lavoratrici sono stati sottoinquadrati e non retribuiti per tutte le ore contrattuali effettivamente lavorate. La cooperativa Nuovi Orizonti applicava infatti il taglio del salario nei casi di assenza degli alunni, pratica purtroppo diffusa nel sistema cooperativistico. Il Tribunale di Roma ha ribadito con chiarezza che le ore previste dal contratto devono essere pagate integralmente e che l’eventuale mancato pagamento da parte degli enti locali alle cooperative non può in alcun modo ricadere sui lavoratori.<br /> La sentenza ha inoltre riconosciuto l’errato inquadramento applicato dalla cooperativa. I lavoratori erano stati collocati al livello C1 del CCNL Cooperative Sociali, mentre il Tribunale ha stabilito che tali mansioni devono essere inquadrate al livello D1 e, per i lavoratori in possesso di laurea, al livello D2. Non può infatti costituire alcuna giustificazione il fatto che la committenza pubblica non lo preveda, poiché è il contratto collettivo nazionale a definire in modo chiaro i livelli di inquadramento.<br /> Si tratta di una vittoria importante che dà ragione alle lotte dei lavoratori e delle lavoratrici che da anni si battono per il giusto inquadramento e per il pagamento integrale delle ore contrattuali. Una battaglia che USB porta avanti da tempo e che è al centro anche della piattaforma dello sciopero proclamato da USB per il prossimo 18 maggio.<br /> USB continuerà la propria lotta per diritti, salario e dignità nel settore degli appalti sociali e invita tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori a partecipare alla giornata di sciopero del 18 maggio per l’internalizzazione dei servizi, per il rinnovo del contratto nazionale delle cooperative sociali, contro i part-time ciclici verticali e per l’introduzione di un ammortizzatore sociale che garantisca reddito nei periodi di sospensione estiva del servizio. Una mobilitazione necessaria anche per contrastare le politiche di guerra che continuano a sottrarre risorse alla spesa sociale.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 18 Mar 2026 14:08:47 +0100</pubDate>
                        <title>Venerdì 27 Marzo: Assemblea Nazionale delle Cooperative del settore sociosanitario, assistenziale, educativo, di inserimento lavorativo e delle imprese sociali</title>
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		                        		https://coopsociali.usb.it/leggi-notizia/venerdi-27-marzo-assemblea-nazionale-delle-cooperative-del-settore-sociosanitario-assistenziale-educativo-di-inserimento-lavorativo-e-delle-imprese-sociali-1412-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>ALLE LAVORATRICI E LAVORATORI DELLE COOPERATIVE DEL SETTORE SOCIOSANITARIO ASSISTENZIALE EDUCATIVO E DI INSERIMENTO LAVORATIVO E DELLE IMPRESE SOCIALI</p>
<p>*ASSEMBLEA NAZIONALE ON LINE*</p>
<p>VENERDì&nbsp;27 MARZO 2026&nbsp;ORE 18.00</p>
<p>Partecipa e diffondi l’appuntamento</p>
<p><a href="https://meet.goto.com/286853733" target="_blank" rel="noreferrer nofollow noopener">https://meet.goto.com/286853733</a></p>
<p>Siamo di fronte ad una grave insufficienza delle risorse rese disponibili per il mantenimento e potenziamento dei servizi e per il miglioramento delle condizioni di lavoro, mentre allo stesso tempo si sta procedendo all’aumento delle spese militari che inevitabilmente andranno a ridurre ulteriormente le spese sociali.</p>
<p>Anche le proposte di legge per la reinternalizzazione dei servizi, di stabilizzazione e riconoscimento delle professionalità degli addetti hanno subito un inaccettabile arretramento come anche previsto nello stesso disegno di legge in “materia di promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità” che non solo non prevede immissione dei ruoli della pubblica istruzione ma apre spazi alla ulteriore dequalificazione del lavoro e del servizio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>COSTRUIAMO INSIEME LO SCIOPERO NAZIONALE DEL SETTORE</p>
<p>La USB ha già proclamato lo stato di agitazione nazionale con queste rivendicazioni:</p><ul> 	<li>per un piano e per una legge nazionale di reinternalizzazione dei servizi di welfare e dei lavoratori e lavoratrici; per ammortizzatori sociali stabili e strutturali per i lavoratori e le lavoratrici sottoposti a part time ciclico verticale o operanti in servizi discontinui;</li> 	<li>per forti aumenti salariali a partire dal mancato recupero del potere d’acquisto determinato dagli ultimi rinnovi contrattuali; per l’immediata apertura del tavolo di rinnovo del contratto nazionale;</li> 	<li>per l’eliminazione di tutte le norme e istituti contrattuali che permettono l'elusione della normativa sull'orario di lavoro, con il pieno riconoscimento dell’orario lavorativo effettivo, retribuito e valido ai fini previdenziali;</li> 	<li>per la tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e per il riconoscimento come lavoro usurante;</li> 	<li>contro la sistematica riduzione dei fondi, per un piano di rilancio dei servizi di welfare, contro lo smantellamento e la privatizzazione dello Stato Sociale; per il blocco delle spese militari, contro i piani di riarmo e di intervento nei teatri di guerra.</li> </ul><p>Unione Sindacale di Base</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 26 Feb 2026 10:59:06 +0100</pubDate>
                        <title>Cooperative sociali. Le ore contrattuali devono essere obbligatoriamente garantite e retribuite: una importante sentenza. Verso lo sciopero nazionale del settore</title>
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		                        		https://coopsociali.usb.it/leggi-notizia/cooperative-sociali-le-ore-contrattuali-devono-essere-obbligatoriamente-garantite-e-retribuite-una-importante-sentenza-verso-lo-sciopero-nazionale-del-settore-1117.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>La cooperativa Arca di Noè di Roma, come tante altre in tutta Italia, non assegnava alla lavoratrice le ore previste dal contratto di assunzione, pur a fronte della sua piena disponibilità a svolgere la prestazione lavorativa. Non solo non le venivano garantite le ore pattuite, ma non le venivano nemmeno retribuite le ore non lavorate per mancanza di organizzazione datoriale.</p>
<p>Il Tribunale di Roma ha riconosciuto le ragioni della lavoratrice Luana P., assistita da USB e dagli avvocati Bartolo Mancuso e Martina De Petra, stabilendo un principio fondamentale: le ore contrattuali devono essere obbligatoriamente garantite e retribuite.</p>
<p>Il Giudice ha emesso una sentenza che interviene su una prassi purtroppo consolidata nel mondo delle cooperative sociali: pagare esclusivamente il “lavorato” e non il “contrattuale”. Un meccanismo che scarica sui lavoratori e lavoratrici il “rischio d’impresa” e che di fatto si traduce in una forma mascherata di cottimo: se lavori ti pago, se non ho lavoro non ti pago.</p>
<p>USB si è sempre opposta con forza a questa modalità, che calpesta una conquista fondamentale del movimento dei lavoratori: il contratto come garanzia di salario e dignità.</p>
<p>Questa sentenza ribadisce con chiarezza ciò che sosteniamo da sempre: le ore previste dal contratto devono essere pagate indipendentemente dalla capacità o volontà del datore di lavoro di organizzare il servizio. Il rischio d’impresa (anche se “impresa sociale” non può ricadere sulle lavoratrici e sui lavoratori.</p>
<p>Contro l’utilizzo e la diffusione di queste forme di elusione contrattuale, contro ogni forma di cottimo, contro le norme e gli accordi che permettono di non retribuire tutte le ore di “messa a disposizione”, sono tra i motivi principali dello stato di agitazione già proclamato per il settore delle cooperative sociali e imprese sociali, verso lo sciopero nazionale.</p>
<p>USB continuerà a contrastare ogni forma di precarizzazione mascherata e a difendere il principio che il contratto si rispetta, sempre.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 24 Feb 2026 16:42:57 +0100</pubDate>
                        <title>Un’importante vittoria giudiziaria per USB e per tutte le lavoratrici e i lavoratori delle cooperative sociali</title>
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		                        		https://coopsociali.usb.it/leggi-notizia/unimportante-vittoria-giudiziaria-per-usb-e-per-tutte-le-lavoratrici-e-i-lavoratori-delle-cooperative-sociali-1646-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Il Tribunale ha riconosciuto le ragioni della lavoratrice Luana P., assistita da USB e dagli avvocati Bartolo Mancuso e Martina De Petra, stabilendo un principio fondamentale: le ore contrattuali devono essere obbligatoriamente garantite e retribuite.</p>
<p>La cooperativa Arca di Noè di Roma non assegnava alla lavoratrice le ore previste dal contratto, pur a fronte della sua piena disponibilità a svolgere la prestazione lavorativa. Non solo non le venivano garantite le ore pattuite, ma non le venivano nemmeno retribuite le ore non lavorate per mancanza di organizzazione datoriale.</p>
<p>Il Giudice ha emesso una sentenza che interviene su una prassi purtroppo consolidata nel mondo delle cooperative sociali: pagare esclusivamente il “lavorato” e non il “contrattuale”. Un meccanismo che scarica sui lavoratori il rischio d’impresa e che di fatto si traduce in una forma mascherata di cottimo: se lavori ti pago, se non ho lavoro non ti pago.</p>
<p>USB si è sempre opposta con forza a questa modalità, che calpesta una conquista fondamentale del movimento dei lavoratori: il contratto come garanzia di salario e dignità.</p>
<p>Questa sentenza ribadisce con chiarezza ciò che sosteniamo da sempre: le ore previste dal contratto devono essere pagate indipendentemente dalla capacità o volontà del datore di lavoro di organizzare il servizio. Il rischio d’impresa non può ricadere sulle lavoratrici e sui lavoratori.</p>
<p>USB continuerà a contrastare ogni forma di precarizzazione mascherata e a difendere il principio che il contratto si rispetta, sempre.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 05 May 2025 11:09:07 +0200</pubDate>
                        <title>Basta part-time ciclico verticale: il 13 maggio è sciopero nazionale delle cooperative sociali</title>
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		                        		https://coopsociali.usb.it/leggi-notizia/basta-part-time-ciclico-verticale-il-13-maggio-e-sciopero-nazionale-delle-cooperative-sociali-1146-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Martedì 13 maggio è sciopero nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori delle cooperative sociali. In concomitanza, si terranno presidi a Torino, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Bari e Ancona, mentre altre città si stanno organizzando per unirsi alla mobilitazione.</p>
<p>Il lavoro cooperativistico, sempre più diffuso nei settori a bassa tutela, è spesso sinonimo di precarietà, sfruttamento e salari minimi. Un sistema che scarica il peso del risparmio e del profitto sui lavoratori, riducendo diritti e garanzie.</p>
<p>Il part-time ciclico verticale è una chiara ed emblematica questione che continua a rappresentare una delle più gravi forme di precarietà e discriminazione contrattuale, privando migliaia di lavoratrici e lavoratori del diritto alla retribuzione e agli ammortizzatori sociali nei mesi di sospensione estiva delle attività scolastiche.</p>
<p>A peggiorare la situazione, la cancellazione del già insufficiente bonus di 550 euro, erogato negli anni precedenti come minimo sostegno al reddito durante i mesi non lavorati. Con la chiusura delle scuole, questi lavoratori restano senza alcuna forma di tutela: nessuna retribuzione, nessuna contribuzione previdenziale, con effetti devastanti anche sulla maturazione del diritto alla pensione (ogni quattro anni, un intero anno di contributi viene perso).</p>
<p>Il Governo ha inoltre accantonato il disegno di legge per l’internalizzazione del personale, tradendo le aspettative di stabilizzazione e giustizia contrattuale di migliaia di operatori e operatrici. La questione viene di fatto relegata alle disponibilità di Comuni e Regioni, senza un progetto nazionale strutturato, abbandonando i lavoratori a un destino incerto e disomogeneo sul territorio.</p>
<p>In un contesto in cui il costo della vita cresce senza sosta, i contratti – anche quando rinnovati – non riescono a garantire nemmeno la tenuta salariale sull’inflazione, aggravando ulteriormente la condizione economica di chi lavora nei servizi scolastici: lavoratrici e lavoratori essenziali, ma invisibili.</p>
<p>Sarebbe inaccettabile che, mentre il Governo aumenta le spese militari, non si trovi la volontà politica e finanziaria di destinare risorse a una spesa giusta, sostenibile e fondamentale come il sostegno al reddito per migliaia di lavoratrici e lavoratori. Le priorità devono cambiare: la dignità del lavoro e la giustizia sociale non possono messe in secondo piano.</p>
<p>USB chiama alla mobilitazione e allo sciopero il 13 maggio, rivendicando:</p>
<p>• L’internalizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori del settore scolastico-sociale</p>
<p>• L’accesso alla NASPI e alla cassa integrazione (FIS) nei periodi di sospensione lavorativa</p>
<p>• Un sostegno economico strutturale: un bonus pari alla retribuzione media dell’ultimo anno o un reddito di almeno 1000 euro per ogni mese (o frazione) non lavorato</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 06 Nov 2024 11:04:33 +0100</pubDate>
                        <title>Basta tagli alle ore di assistenza scolastica: Giovedì 7 novembre assemblea online</title>
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		                        		https://coopsociali.usb.it/leggi-notizia/basta-tagli-alle-ore-di-assistenza-scolastica-giovedi-7-novembre-assemblea-online-1108.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>La riduzione delle ore di assistenza scolastica è un problema che, non solo preoccupa le famiglie, ma mina alla radice l’idea di Stato sociale.</p>
<p>Usb affronta da sempre questo problema consapevole che il modo migliore per difendere adeguatamente i lavoratori e le lavoratrici è quello di perseguire obiettivi generali giusti.</p>
<p>Inoltre, il lavoro che difendiamo è il lavoro fatto bene, che può essere compiuto solo con le risorse adeguate.</p>
<p>Siamo ben consapevoli che il sistema spesso mette in contrapposizione lavoratori e famiglie, che invece devono essere alleati perché hanno obiettivi comuni.&nbsp;</p>
<p>Quest’estate una sentenza del Consiglio di Stato ha destato molta preoccupazione, ritenendo legittima la decisione di un Comune di ridurre le ore di assistenza scolastica indicate nel PEI per uno studente con disabilità a causa di esigenze finanziarie (Cons. Stato, Sez. III, 12 agosto 2024, n. 7089).</p>
<p>Riteniamo fondamentale informare correttamente sul contenuto della sentenza, anche per riflettere sugli strumenti adeguati.</p>
<p>Link per partecipare: <a href="https://meet.goto.com/881165357" target="_blank" rel="noreferrer">https://meet.goto.com/881165357</a></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 20 Aug 2024 10:58:16 +0200</pubDate>
                        <title>Albo degli educatori: la proroga fantasma, necessario un intervento urgente e rimettere in discussione la norma sull’obbligatorietà dell’iscrizione</title>
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		                        		https://coopsociali.usb.it/leggi-notizia/albo-degli-educatori-la-proroga-fantasma-necessario-un-intervento-urgente-e-rimettere-in-discussione-la-norma-sullobbligatorieta-delliscrizione-1106.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Il 6 agosto è scaduto il termine per l’iscrizione all’albo degli educatori socio pedagogici e della proroga, per la quale il Governo si era preso un impegno formale, non vi è ad&nbsp;oggi&nbsp;alcuna traccia, generando un clima di insicurezza in cui proliferano i più svariati annunci privi di fonte.</p>
<p>Ricordiamo, infatti, la nota ufficiale del Ministero della Giustizia del 31&nbsp;luglio&nbsp;scorso, ripresa dalle pagine di alcuni Tribunali di Giustizia e che recita testualmente:&nbsp;<em>“Ci sarà tempo per iscriversi al nuovo albo degli educatori e pedagogisti istituito con la legge n. 55/2024. La scadenza, inizialmente prevista per il 6 agosto, sarà prorogata. I Ministeri interessati sono al lavoro per predisporre il testo ed inserirlo nel primo provvedimento normativo utile...”.</em></p>
<p>La richiesta di proroga, da noi avanzata sin da subito, era stata fatta propria anche dalla Regione Fvg, in particolare tramite l’assessore al Lavoro Rosolen, che a fine&nbsp;luglio&nbsp;aveva preannunciato il provvedimento ai sindacati, dando appuntamento a&nbsp;settembre&nbsp;per un tavolo tecnico regionale sulle proposte di modifica alla norma.</p>
<p>Se la proroga latita, non latitano invece le lavoratrici e i lavoratori, sia del settore pubblico (vedasi i ricreatori del Comune di Trieste) che del settore privato, i quali, dopo anni di lavoro e formazione, rischiano di rimanere esclusi e di non poter più esercitare la professione, mettendo a rischio la tenuta dei servizi.</p>
<p>É inaccettabile che non sia seguito alcun riscontro all’annuncio di proroga reso pubblico dal Governo, riscontro nel quale chi si opponeva sindacalmente alla costituzione dell’albo legittimamente confidava.</p>
<p>Si tratta di una situazione inaudita: chiediamo che il Governo rispetti l’impegno che si è formalmente assunto, riaprendo i termini di iscrizione all’albo e ponendo fine al caos in cui è stato gettato il settore. Chiediamo altresì che si proceda con il tavolo di confronto per apportare modifiche ad una legge che rischia di escludere tantissimi lavoratrici e lavoratori e di mettere in ginocchio servizi essenziali.</p>
<p>Continueremo a mettere in campo ogni iniziativa utile a tutelare lavoratrici, lavoratori e servizi.<br /> &nbsp;</p>
<p>p. Unione Sindacale di Base - Federazione di Trieste</p>
<p>Francesca Martinelli . Esecutivo Confederale</p>
<p>Maria Pellizzari - Pubblico Impiego Comune di Trieste</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 08 Aug 2024 12:43:29 +0200</pubDate>
                        <title>Albo educatori: tribunali in tilt e proroga fantasma. Necessario un intervento urgente e rimettere in discussione la normativa sulla obbligatorietà dell’iscrizione</title>
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		                        		https://coopsociali.usb.it/leggi-notizia/albo-educatori-tribunali-in-tilt-e-proroga-fantasma-necessario-un-urgente-intervento-e-rimettere-in-discussione-la-normativa-sulla-obbligatorieta-delliscrizione-1245.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Passato il termine del 6 agosto per l’iscrizione all’albo degli educatori professionali socio pedagogici, siamo passati dalla confusione al grottesco: dalle caselle di posta elettronica dei tribunali intasate e fuori uso, alla scomparsa del provvedimento di proroga dei termini di iscrizione.</p>
<p>In questi primi giorni di agosto, migliaia di lavoratrici e lavoratori dei servizi educativi si sono ritrovati dentro una situazione inaccettabile: le caselle di posta elettronica predisposte dai Commissari nominati dai Tribunali di ogni regione si sono intasate e pertanto incapaci di ricevere le domande di iscrizione all’albo inviate dagli operatori, come è successo, ad esempio, a Milano, Roma e Firenze.</p>
<p>In questo scenario è stata annunciata ufficialmente una proroga della scadenza, che poi il Governo non ha confermato con nessun provvedimento formale, creando in tal modo confusione su confusione</p>
<p>Ricordiamo che sono decine di migliaia gli educatori in tutta Italia nel che, sottopagati e sottoinquadrati, quasi sempre in regime di appalto con cooperative sociali, molti in servizio presso scuole e servizi sociali.</p>
<p>Lavoratrici e lavoratori che sono soggetti a condizioni incredibili come, ad esempio, la decurtazione del salario in caso di assenza dell’alunno da scuola o l’utilizzo di “banca ore” negative che prevedono straordinari non pagati o saldi negativi in busta paga (questo tramite con accordi firmati da CGIL CISL UIL).</p>
<p>A questa massa di lavoratori invisibili e sfruttati che reggono il nostro welfare è stato fatto obbligo di conseguire 60 crediti formativi a loro spese nel 2018 ed ora si è aggiunta una ennesima tegola: l’obbligo di iscrizione all’Albo degli educatori professionali socio pedagogici, senza chiarezza a chi sia rivolto esattamente.</p>
<p>Ricordiamo, inoltre, che gli stessi educatori assunti direttamente nei servizi all’Infanzia pubblici (asili nidi), seppur vincitori formali di concorsi pubblici, sono soggetti alle disposizioni di questa legge e, quindi, all’obbligo di iscrizione al citato albo. Una previsione che, come denunciato anche dalla stessa Associazione Nazionale Comuni Italiani, mette a serio rischio la stessa riapertura dei citati servizi a settembre, comunque in estrema difficoltà le amministrazioni cittadine nella valutazione delle condizioni necessarie per il loro funzionamento.</p>
<p>Una annosa confusione normativa che, da un giorno all’altro, rischia di trasformare questi lavoratori e queste lavoratrici (nella stragrande maggioranza è lavoro femminile) in usurpatrici della professione.</p>
<p>USB rinnova la richiesta al Governo, non solo di rispettare l’impegno alla proroga ma di istituire un tavolo di confronto per apportare modifiche ad una legge che rischia di escludere migliaia di lavoratrici e lavoratori e di mettere in ginocchio servizi essenziali.</p>
<p>Roma 08/08/2024</p>
<p><strong>USB Lavoro Privato Cooperative Sociali</strong></p>
<p><strong>USB P.I. Settore Servizi Educativi</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 29 Jul 2024 12:14:29 +0200</pubDate>
                        <title>Albo educatori socio pedagogici: annunciato il rinvio dell’iscrizione. USB: avevamo ragione, bisogna tutelare la professionalità senza mettere a rischio occupazione, servizi e condizioni contrattuali</title>
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>USB dichiara la propria soddisfazione per l’annuncio del rinvio al 31/12/2024 dell’obbligo di iscrizione all’albo dell’Educatore Professionale Socio – Pedagogico, e ribadisce la propria contrarietà alla Legge n. 55 del 15 aprile 2024.</p>
<p>In questi mesi e settimane abbiamo segnalato e denunciato sia al governo che agli enti locali l’assurda situazione in cui sono stati gettati decine di migliaia di lavoratori e lavoratrici che operano come educatori, sia a gestione diretta che in appalto, sia presso cooperative che in altre aziende private in appalto o convenzione.</p>
<p>Fin dall’inizio era assurdo pretendere che si potesse stabilire una scadenza così ravvicinata, il 6 agosto in pieno periodo estivo, con una confusione inaccettabile sui requisiti e procedure.</p>
<p>A parte il caos di una normativa sbagliata che aggiunge confusione a confusione, tra norme nazionali e norme regionali, ribadiamo che non ha nessun senso istituire un albo per una professione che viene svolta prevalentemente come lavoro dipendente (pubblico o privato).</p>
<p>Chiediamo che vengano tutelati tutti i posti di lavoro, a partire dalla riconferma dei diritti e titoli già acquisiti con il comma 599 della legge 205/2017, chiediamo che nessuno possa essere demansionato o addirittura licenziato per questa assurda pretesa dell’obbligo di iscrizione all’albo professionale, anche in considerazione della estrema frammentarietà dei percorsi formativi e di riqualificazione gestiti a livello regionale.</p>
<p>Come USB non solo chiediamo che venga rimandata la scadenza ma di escludere da tale obbligo tutte le educatrici e educatori socio pedagogici che operano in regime di lavoro dipendente sia privato, cooperativo o pubblico.</p>
<p>Roma 29/07/2024</p>
<p><strong>USB Lavoro Privato - Cooperative sociali</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 29 Jul 2024 11:28:39 +0200</pubDate>
                        <title>Albo professioni educative e pedagogiche, USB Trieste: buono il confronto con l&#039;assessore Rosolen su legge 55/2024</title>
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		                        		https://coopsociali.usb.it/leggi-notizia/albo-professioni-educative-e-pedagogiche-usb-trieste-buono-il-confronto-con-lassessore-rosolen-su-legge-55-2024-1157-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Si è tenuto stamane 29 luglio 2024 l’incontro con l’assessore regionale al lavoro Alessia Rosolen in merito alla legge 55/2024 che dispone l’obbligo di iscrizione all’albo per l’esercizio delle professioni educative e pedagogiche.</p>
<p>L’assessore ci ha comunicato che il Ministero della Giustizia ha licenziato la proroga dei termini di scadenza al 31 dicembre 2024.</p>
<p>Esprimiamo apprezzamento per l’intervento della Regione FVG a livello nazionale che ha portato a questo primo significativo passo avanti, da noi subito richiesto assieme alle lavoratrici e ai lavoratori anche in occasione del presidio e dell’incontro in Regione dello scorso 23 luglio.</p>
<p>La proroga è un atto indispensabile per non gettare nel caos il settore sia pubblico che privato ed è a nostro avviso funzionale ad una revisione sostanziale della norma.</p>
<p>Anche nell’incontro odierno abbiamo ribadito la nostra contrarietà all’albo che di fatto non aggiunge nulla a questa professione (perlopiù in regime di lavoro dipendente) e rischia invece di escludere lavoratrici e lavoratori con gravi ricadute sulla tenuta dei servizi. L’albo andrebbe inoltre a gravare con i suoi costi ed oneri su un settore, vedi il privato, già afflitto da paghe basse e alta precarietà, rendendo meno attrattiva una professione di cui già si lamenta la carenza di personale e non certo per l’assenza di un ordine.</p>
<p>Rileviamo positivamente la presenza all’incontro odierno delle altre organizzazioni sindacali che fino ad oggi non si erano espresse pubblicamente al riguardo, se non organizzando incontri con le associazioni di categoria che hanno promosso l’istituzione dell’albo.</p>
<p>Riteniamo utile il percorso proposto dall’assessore Rosolen di un confronto permanente sulle proposte di revisione della norma.</p>
<p>La nostra mobilitazione a tutela di lavoratrici, lavoratori e servizi continua.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>USB Federazione di Trieste</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 24 Jul 2024 10:50:13 +0200</pubDate>
                        <title>Trieste: no all’iscrizione all’albo per le professioni educative e pedagogiche, partecipato presidio al consiglio regionale</title>
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		                        		https://coopsociali.usb.it/leggi-notizia/trieste-no-alliscrizione-allalbo-per-le-professioni-educative-e-pedagogiche-partecipato-presidio-al-consiglio-regionale-1053-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Questo pomeriggio, in occasione dei lavori del Consiglio regionale, una cinquantina di lavoratrici e lavoratori – sia del settore pubblico che privato – ha partecipato al presidio promosso da USB Trieste contro l’obbligo di iscrizione all’albo per l’esercizio delle professioni educative e pedagogiche sancito dalla L. 55/2024.</p>
<p>USB assieme a una delegazione di lavoratrici e lavoratori è stata ricevuta dalla Presidenza del Consiglio regionale e dall’assessore Roberti in rappresentanza della Giunta.</p>
<p>Durante l’incontro abbiamo esposto le ragioni della nostra contrarietà all’obbligo di iscrizione all’albo per tutto il personale dipendente. Abbiamo altresì evidenziato come gli stringenti requisiti necessari all’iscrizione escludano anche nella nostra regione un’ampia platea di lavoratori già formati e con titoli finora riconosciuti, mettendo a rischio occupazione e il regolare funzionamento dei servizi.</p>
<p>Abbiamo chiesto che la regione intervenga con urgenza a livello nazionale affinché si ottenga una proroga dei termini di scadenza per l’iscrizione (attualmente fissati al 6 agosto) al fine di giungere a una revisione sostanziale della norma.</p>
<p>In risposta i nostri interlocutori hanno assicurato che la questione verrà presa in carico ed affrontata dal Presidente Fedriga già domani in sede di Conferenza Stato Regioni. Verrà inoltre presentato in Consiglio regionale un ordine del giorno sottoscritto da tutti i gruppi consiliari per rafforzare l’iniziativa politica del Presidente sul tema.</p>
<p>Ringraziamo tutte le lavoratrici e i lavoratori che hanno partecipato al presidio nonché i consiglieri e le consigliere che hanno presenziato alla nostra iniziativa.</p>
<p><strong>La</strong><strong> </strong><strong>mobilitazione</strong><strong> </strong><strong>a</strong><strong> </strong><strong>tutela</strong><strong> </strong><strong>delle</strong><strong> </strong><strong>lavoratrici,</strong><strong> </strong><strong>dei</strong><strong> </strong><strong>lavoratori</strong><strong> </strong><strong>e</strong><strong> </strong><strong>dei</strong><strong> </strong><strong>servizi</strong><strong> continua!</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Trieste, 23 Luglio 2024</p>
<p><strong>USB</strong><strong> </strong><strong>Federazione</strong><strong> </strong><strong>di</strong><strong> </strong><strong>Trieste</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 19 Jul 2024 11:54:38 +0200</pubDate>
                        <title>Albo educatori professionali socio-pedagogici: a rischio decine di migliaia di lavoratrici e lavoratori e la tenuta dei servizi essenziali. Necessaria la sospensione della Legge 55/2024</title>
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>L’Unione Sindacale di Base esprime crescente preoccupazione per il drammatico impatto sociale, sulla stabilità lavorativa di decine di migliaia di lavoratori e la tenuta stessa di fondamentali servizi sociali che si verificheranno a causa dell’entrata in vigore della legge 55/2024, che prevede l’istituzione dell’albo professionale per gli educatori socio pedagogici ed è a chiederne l’urgente sospensione della scadenza del 6 agosto per poter procedere ai necessari provvedimenti correttivi.</p>
<p>La previsione dell’obbligo d’iscrizione all’albo degli educatori professionali socio-pedagogici anche per gli educatori dipendenti sia privati, pubblici e in convenzione, oltre a non portare nessun concreto beneficio ad una categoria malpagata e precaria, potrà produrre tragiche conseguenze occupazionali e sulla tenuta di servizi essenziali che gli Enti locali sono tenuti ad erogare.</p>
<p>Drammatica sta risultando l’esclusione dalla possibilità di iscriversi all’albo di quanti (si tratta di decine di migliaia) in questi anni hanno visto garantito la propria professione e la tenuta dei servizi grazie all’ art. 1 comma 599 della Legge 205/2017.</p>
<p>Una norma dove si affermava che non possono essere licenziati o demansionati gli educatori socio-sanitari o socio-pedagogici che, al 1° gennaio 2018, lavoravano da un periodo minimo di dodici mesi, e che oggi improvvisamente rischiano di essere espulsi dal settore sociale nonostante la loro professionalità acquisita in anni di servizio e di specifica formazione.</p>
<p>Oltre al danno occupazionale si manifesterebbe una clamorosa perdita di preziose capacità e esperienza in un settore dove gli Enti Locali stanno incontrando una incredibile difficoltà a reperire questi operatori a causa della gravosità delle mansioni e dei pessimi trattamenti contrattuali.</p>
<p>Visto il serio rischio di creare esclusioni a danno di decine di migliaia di lavoratrici e lavoratori, il rischio di mettere in discussione l’avvio e la prosecuzione delle attività dei servizi educativi e di paralizzare servizi essenziali per la cittadinanza, l’Unione Sindacale di Base ha presentato richiesta di sospensione urgente della norma al Governo e ai ministri competenti, a tutti i parlamentari, in modo da consentire di porre i necessari correttivi.</p>
<p><strong>USB Lavoro Privato</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 17 Jul 2024 11:19:26 +0200</pubDate>
                        <title>Coop sociale CIDAS, USB: sanzioni disciplinari a chi partecipa alle assemblee sindacali</title>
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>È notizia di questi giorni che la cooperativa sociale CIDAS ha deciso di mettere sotto procedimento disciplinare cinque iscritti di USB per aver partecipato ad una assemblea sindacale, ed ora stanno arrivando le prime sanzioni: due giorni di sospensione dal lavoro e dalla retribuzione per “aver recato gravi danni alla cooperativa”.</p>
<p>Non era mai accaduto prima che una cooperativa sociale si accanisse contro i propri lavoratori e lavoratrici per aver partecipato ad una assemblea sindacale.</p>
<p>Evidentemente la dirigenza della cooperativa sociale CIDAS dopo aver chiuso, ancor prima di iniziare, a qualsiasi possibilità di dialogo con il sindacato ha scelto la carta della repressione e della intimidazione come risposta alle problemi sollevati riguardo i servizi gestiti in appalto per conto della ASP Città di Bologna.</p>
<p>Il vero “grave danno” è il comportamento della dirigenza CIDAS con la sua azione antisindacale e discriminatoria, le assemblea sindacali sono un diritto delle lavoratrici e lavoratori e non un privilegio che di volta in volta la dirigenza della cooperativa decide se concedere a secondo delle proprie simpatie o convenienze politiche.</p>
<p>Di fronte alle difficoltà di chi lavora negli appalti del welfare cittadino, di fronte ai problemi che si accumulano con il crescere del disagio sociale e dei tagli ai fondi, si pone all'ordine del giorno anche un problema di democrazia sindacale all'interno delle cooperative sociali a Bologna.</p>
<p>Riteniamo che l’amministrazione comunale e la stessa ASP Città di Bologna debbano prendersi la propria dose di responsabilità per questa crescente degenerazione che calpesta diritti e dignità di centinaia di operatori e operatrici del sociale che stanno portando avanti servizi essenziali con mezzi e risorse insufficienti, pagando un prezzo altissimo in termini di sfruttamento e precarietà.</p>
<p><strong>USB Bologna</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 12 Jul 2024 14:14:42 +0200</pubDate>
                        <title>Cooperative Sociali, USB: no all’obbligo d&#039;iscrizione all’albo per le educatrici e gli educatori socio pedagogici</title>
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		                        		https://coopsociali.usb.it/leggi-notizia/cooperative-sociali-usb-no-allobbligo-discrizione-allalbo-per-le-educatrici-e-gli-educatori-socio-pedagogici-1420.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>No alla Legge 55/2024, no alla scadenza del 6 agosto.</p>
<p>Bisogna tutelare la professionalità senza mettere a rischio occupazione, servizi e condizioni contrattuali.</p>
<p>USB dichiara la propria contrarietà alla Legge n. 55 del 15 aprile 2024 ovvero l’iscrizione all’albo dell’Educatore Professionale Socio – Pedagogico. Il 9 aprile 2024 è stata approvata la Legge su “Disposizioni in materia di ordinamento delle professioni pedagogiche ed educative e istituzione dei relativi albi professionali”: su 135 votanti, i voti favorevoli sono stati 129, con zero contrari e 5 astenuti.</p>
<p>La nostra contrarietà riguarda l’obbligo d’iscrizione all’albo per tutte le educatrici e gli educatori socio pedagogici, non solo in libera professione ma anche per quelli che operano sia a gestione diretta che in appalto sia presso cooperative che in altre aziende private in appalto o convenzione.</p>
<p>Non ha nessun senso istituire un albo per una professione che viene svolta prevalentemente come lavoro dipendente (pubblico o privato) per la quale il datore di lavoro al momento dell’assunzione o di un inserimento in una graduatoria ha già verificato le competenze e titoli della candidata/o.</p>
<p>È assurdo che in diverse regioni si sia attivato da pochi giorni il Commissario presso i tribunali e che ci sia una scadenza così ravvicinata, il 6 agosto in pieno periodo estivo, e con una confusione inaccettabile sui requisiti e procedure.</p>
<p>L’obbligo di registrarsi a questo albo, inoltre, rischia di essere molto oneroso non solo per le quote di iscrizione, ma, in analogia a quanto accaduto per altri ordini professionali, per i successivi obblighi che possono venire imposti, tipo assicurazioni obbligatorie, corsi a pagamento ecc...</p>
<p>Il prestigio o meno delle professioni educative non passa attraverso l’iscrizione ad un albo: piuttosto vogliamo che questo riconoscimento passi per veri e consistenti aumenti contrattuali mentre nella realtà agli educatori spettano solo salari da fame e precarietà.</p>
<p>Chiediamo che vengano tutelati tutti i posti di lavoro, che nessuno/a possa essere demansionato o addirittura licenziato/a per questa assurda pretesa dell’obbligo di iscrizione all’albo professionale, anche in considerazione della estrema frammentarietà dei percorsi formativi e di riqualificazione gestiti a livello regionale.</p>
<p>Come USB non solo chiediamo che venga rimandata a data da destinarsi la scadenza del prossimo 6 agosto ma di escludere da tale obbligo tutte le educatrici e educatori socio pedagogici che operano in regime di lavoro dipendente sia privato, cooperativo o pubblico.</p>
<p><strong>USB Lavoro Privato Cooperative Sociali</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 27 May 2024 15:50:12 +0200</pubDate>
                        <title>OEPAC: il Tribunale di Roma dichiara illegittima la sospensione del contratto per i mesi estivi</title>
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		                        		https://coopsociali.usb.it/leggi-notizia/oepac-il-tribunale-di-roma-dichiara-illegittima-la-sospensione-del-contratto-per-i-mesi-estivi-1565-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Il dispositivo di sentenza n. 6106 del 24/5/2024 dichiara l’illegittimità di una clausola contrattuale che prevede la sospensione del contratto nei mesi estivi in concomitanza alla chiusura delle scuole.</p>
<p>Da tempo denunciamo che questa condotta discrimina gli OEPAC, che si trovano a vivere la umiliante condizione di essere gli unici lavoratori della scuola a non essere pagati di Estate.</p>
<p>Inoltre, molte Cooperative non indicano con esattezza il periodo di vigenza del contratto, bensì lo vincolano alla durata della scuola. Quando è aperta la scuola il contratto c’è, quando è chiusa non c’è.</p>
<p>Ed è proprio questo collegamento che noi abbiamo denunciato e che il Tribunale ha accolto, almeno dalla lettura del dispositivo (attendiamo il dettaglio delle motivazioni).</p>
<p>Questo oltre ad essere umiliante, rappresenta un arretramento nei capisaldi del diritto del lavoro, perché scarica sul lavoratore il rischio che grava integralmente sul datore di lavoro.</p>
<p>Da anni denunciamo come nel mondo delle cooperative vengano messi in dubbio diritti scontati negli altri settori, tanto da rischiare di trasformarsi in un vero e proprio laboratorio dello sfruttamento.</p>
<p>Situazione ancora più cocente se si pensa che queste lavoratrici e questi lavoratori svolgono un lavoro centrale nel sistema educative, con sempre più competenze.</p>
<p>Sappiamo che la difesa delle cooperative è che ricevono pochi fondi; ma non può essere un alibi per mettere in discussione il primato del lavoro che trova nutrimento nella Costituzione.</p>
<p>Noi abbiamo da tempo la soluzione: internalizzare il servizio e riconoscere a Oepac (e figure simili e nominato in altro modo) la funzione di lavoro pubblico.</p>
<p>Noi la nostra lotta la facciamo con scioperi e mobilitazioni, ma ci fa piacere di questo bel segnale che viene dal Tribunale.</p>
<p><strong>USB Cooperative Sociali&nbsp;</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 29 Apr 2024 15:11:29 +0200</pubDate>
                        <title>Soggiorni estivi per disabili, la cooperativa le mille e una notte costretta a risarcire due lavoratori</title>
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		                        		https://coopsociali.usb.it/leggi-notizia/soggiorni-estivi-per-disabili-la-cooperativa-le-mille-e-una-notte-costretta-a-risarcire-due-lavoratori-1513.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Due nostri iscritti, alcuni mesi fa, hanno convenuto in Giudizio – con il patrocinio degli avv. ti Bartolo Mancuso e Marianna Raffa - la cooperativa Le Mille e Una Notte, lamentando di aver lavorato una settimana presso un centro estivo per disabili 24 ore su 24, venendo pagati per sole 4 ore al giorno. Una prassi purtroppo molto diffusa.</p>
<p>&nbsp;All’esito della prima udienza si è realizzata una conciliazione in base alla quale i lavoratori hanno ricevuto una parte delle somme pretese. Nonostante avrebbero potuto chiedere molto di più basandosi sul rispetto del contratto collettivo, la cifra ottenuta ha sostanzialmente raddoppiato la retribuzione rispetto a quello che le coop normalmente elargiscono per questo tipo di servizio. La cooperativa ha versato questa somma senza alcun riconoscimento della condotta illegittima, ma comunque si tratta di un segnale importante. La prova che se si alza la testa, i risultati arrivano. La Storia di USB è la prova che con piccoli passi – ma con costanza e tenacia – si raggiungono traguardi importanti.</p>
<p>E auspichiamo che sempre più lavoratori e lavoratrici trovino la forza e gli strumenti – soprattutto di lotta sindacale – per reagire.</p>
<p>Per il resto, sappiamo che le Cooperative denunciano i ridotti finanziamenti per queste attività, ma questo non giustifica il lavoro sottopagato. I problemi si risolvono, non si esternalizzano.</p>
<p>Sono anni che USB denuncia l’assoluta inadeguatezza dei compensi durante i soggiorni estivi, che impegnano i lavoratori ben oltre le ore effettivamente retribuite! Infatti, durante i questi periodi, la retribuzione non è mai adeguata all'orario di lavoro realmente svolto (e solo tamponata con una sorta di regime forfettario). Un lavoro che il più delle volte, non prevedendo turnazione, arriva all'intera giornata, finanche la vigilanza notturna in deroga a qualunque contratto o regolamento in materia. Sappiamo che esistono responsabilità dei committenti, in questo caso le ASL, riguardo le somme riconosciute alle cooperative per il servizio svolto, ma allo stesso tempo quest'ultime non devono cedere ad abusi, scaricando le inadeguatezze sui lavoratori, dovrebbero invece rifiutare di accettare condizioni completamente irregolari.</p>
<p>USB continuerà le sue battaglie, nelle piazze ed attraverso le vertenze di lavoro, affinché si smantelli un sistema di sfruttamento che è nella logica del sistema delle esternalizzazioni e degli appalti. Un sistema che vede responsabili gli Enti Pubblici con la complicità degli Enti gestori dei servizi, ossia in questo caso: le cooperative sociali.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 24 Apr 2024 11:42:31 +0200</pubDate>
                        <title>Servizi per l’accoglienza migranti e rifugiati: sciopero nella cooperativa sociale CIDAS: 3 maggio, ore 10.00, presidio alla sede di ASP Protezioni Internazionali</title>
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>USB, dopo un infruttuoso tentativo di conciliazione svoltosi in Prefettura, ha proclamato il primo sciopero delle lavoratrici e lavoratori della cooperativa sociale CIDAS per il prossimo 3&nbsp;<u>maggio&nbsp;</u>con manifestazione, dalle ore 10.00, sotto la sede dell'ASP, committente dei servizi di accoglienza migranti e rifugiati, in Via del Pratello 53 a Bologna.</p>
<p>Una mobilitazione che si è resa inevitabile, per il rifiuto della dirigenza aziendale di aprire un regolare confronto sindacale sulle rivendicazioni degli addetti a questo importante e delicato servizio.</p>
<p>Una condizione di criticità che viene negata anche a fronte delle difficoltà del servizio, condizione derivante dalla precarietà e dall' insufficienza del personale addetto, dalle direttive governative, dalle esigenze dell'ASP e dalla stessa complessità dell’utenza.</p>
<p>Sarà uno sciopero per rivendicare democrazia e per migliorare le condizioni di lavoro e la qualità del servizio: basta carenze di organico, vogliamo assunzione e stabilizzazione del personale precario, miglioramento dei livelli salariali e di inquadramento professionale; basta multe e penalizzazioni arbitrarie ma regolare retribuzione del lavoro notturno, riconoscimento dei rimborsi kilometrici e dei buoni pasto, concrete misure a tutela della salute e sicurezza nei servizi.</p>
<p>La tutela e le rivendicazioni per la dignità e la professionalità di lavoratrici e lavoratori dei servizi per l’accoglienza migranti e rifugiati devono essere il presupposto di un servizio di qualità, a garanzia dei diritti di tutti e tutte.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>USB Bologna</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 12 Apr 2024 15:44:37 +0200</pubDate>
                        <title>Lo sciopero nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori delle cooperative sociali è stato un successo</title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Centinaia di persone sono giunte a Roma, in Piazza Santi Apostoli, il 10 aprile&nbsp;per testimoniare la loro situazione di sfruttamento inasprita dall'attuale rinnovo del CCNL che lascia i lavoratori e lavoratrici del settore in grande sofferenza. Presidi si sono svolti anche in altre città, come a Genova e Torino.<br /> <br /> Si continua a non rispondere alle esigenze di cui le persone hanno bisogno, a cominciare dal salario, rispetto ai dati strutturali della nostra società, in cui l'inflazione continua ad ondeggiare secondo i venti di guerra che soffiano da parte dell'occidente. Influiscono anche gli accordi territoriali al ribasso o i cambi appalto, che caratterizzano questo ed altri settori, producendo non solo precarietà, ma anche la morte, come ci fa presente l'ultimo, triste, esempio in provincia di Bologna.<br /> <br /> Ma la richiesta più forte che era alla base dello sciopero è stata quella dell’internalizzazione dei servizi contro il ricorso degli enti pubblici agli appalti a partire dagli educatori ed educatrici per l’autonomia e la comunicazione per i quali sono stati già presentati sia alla Camera che al Senato ben tre Disegni di Legge da parte di esponenti della maggioranza di governo che dell’opposizione.<br /> <br /> La piazza, dove hanno portato la loro solidarietà i deputati Francesca Ghirra e Francesco Silvestri, ha visto un susseguirsi d'interventi portando il contributo dei lavoratori e delle lavoratrici da nord a sud d’Italia. Una piazza composta da tutte le figure professionali, dagli educatori, agli OSS in servizio presso le strutture sanitarie e nei servizi domiciliari passando per tutti gli operatori sociali impiegati nei diversi servizi sociali e di supporto alle fragilità.<br /> <br /> Trent'anni di privatizzazioni, in Italia, hanno smantellato un apparato pubblico per darlo in pasto ai privati, foraggiando così gli interessi delle cooperative ormai asservite a logiche aziendaliste e di mercato. Guerra e carovita combinate con il taglio alle risorse e al sistema degli appalti stanno producendo lavoratori e lavoratrici sempre più sottopagate.<br /> <br /> Una delegazione è stata ricevuta dal presidente della X Commissione lavoro della Camera dei deputati. USB ha espresso le ragioni della piazza ribadendo chiaramente i temi centrali della protesta afferenti alla contrarietà al nuovo CCNL di settore e alla richiesta di internalizzare i servizi.<br /> <br /> È stata rappresentata la necessità impellente&nbsp;di calendarizzare, nelle commissioni e nelle aule parlamentari, là dove ancora non è avvenuto il dibattito sulle tre leggi presentate per l'internalizzazione, come pure l’impegno del Governo sull’INPS in merito alla garanzia reddituale di tutti i lavoratori e lavoratrici durante i mesi di chiusura delle scuole o dei servizi in cui sono impiegati.<br /> <br /> È stato segnalato come il combinato disposto tra mancanza di risorse e sistema degli appalti produce lavoro sottopagato e rende inesigibili i diritti dalle famiglie vulnerabili, dagli anziani non autosufficienti passando per la disabilità e tutte le fragilità presenti nella società con i loro specifici bisogni.<br /> <br /> Il sistema di welfare privato con fondi pubblici ad&nbsp;oggi&nbsp;non regge più, da una parte vi è una privazione dei diritti ai beneficiari dei servizi e dall'altra è in essere un sistema che restituisce un salario povero ai lavoratori del settore.<br /> <br /> Il tema politico del ritorno al pubblico dei diversi servizi socio assistenziali e socio sanitari privatizzati negli ultimi anni deve essere al centro dell’attenzione del Parlamento e del Governo. Il presidente della X Commissione lavoro della Camera si è impegnato ad affrontare il prima possibile i temi esposti e di convocare USB prossimamente per proseguire il confronto.<br /> <br /> La strada da percorrere è ancora lunga, ma un grande passo è stato compiuto, esponendo sia le ragioni dei lavoratori e lavoratrici sia la loro forza manifestata nella piazza Roma gremita di lavoratori e lavoratrici non più disposte ad accettare queste condizioni di lavoro.<br /> <br /> La USB si impegna, nelle prossime settimane, ad aprire un confronto in tutto il settore per una stagione di vertenze articolate anche territorialmente per rivendicare diritti e dignità per il lavoro sociale.<br /> <br /> <strong>USB Lavoro Privato<br /> Settore Cooperative Sociali</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 08 Apr 2024 12:01:53 +0200</pubDate>
                        <title>Cooperative sociali, USB: mercoledì 10 aprile sciopero nazionale con manifestazione a Roma ore 11,00 P.za Santi Apostoli</title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Si svolgerà mercoledì prossimo, 10 aprile, la giornata di sciopero nazionale e mobilitazione delle lavoratrici e lavoratori delle cooperative sociali, indetto dall’Unione Sindacale di Base che ha promosso per l’occasione una manifestazione alle ore 11,00 a Piazza SS Apostoli a Roma.</p>
<p>La mobilitazione segue di poche settimane la sottoscrizione, da parte di CGIL CISL UIL, del rinnovo del contratto nazionale delle cooperative sociali, un accordo che ha lasciato l’amaro in bocca ad oltre 400.000 lavoratrici e lavoratori impiegati nel settore socio-sanitario-assistenziale ed educativo.</p>
<p>Un contratto nazionale che riguarda operatori che, lavorando in stragrande maggioranza in appalto o in accreditamento per enti pubblici, sono impegnati nel sempre più martoriato e privatizzato welfare e in tutti gli ambiti socio/sanitari afferenti alla cura della persona e nel cosiddetto inserimento lavorativo.</p>
<p>Come e peggio che in altri casi, un rinnovo che prevede un adeguamento dei salari al di sotto dell’inflazione di questi anni, 120 euro in tre tranche fino alla fine del 2025, lasciando inoltre irrisolte tutte le problematiche di un contratto che fa della flessibilità e della precarietà la propria caratteristica.</p>
<p>Il 10 aprile sarà una giornata di sciopero dentro un percorso di mobilitazione che mette al centro non solo la questione salariale e la precarietà ma anche la richiesta del superamento del sistema degli appalti e dell’accreditamento a privati e cooperative dei servizi di welfare, una lotta per ottenere l’internalizzazione di questi servizi con l’assunzione degli operatori e delle operatrici.</p>
<p>Alcuni disegni di legge presentati in parlamento vanno in questa direzione: in particolare al Senato il Disegno di Legge n.236 e il DDL 1271 alla Camera per l’assunzione nelle scuole di chi già svolge funzioni di assistenza agli alunni disabili: educatori qualificati, gestiti ora in appalto tramite le cooperative sociali, che solo per il Comune di Roma sono circa 4mila, per un costo di circa 90 milioni di euro l’anno, di cui dallo Stato solo 4, il resto a carico dell’amministrazione comunale. Una gestione dei fondi che produce salari di povertà, lavoro a cottimo e discontinuità del servizio per i disabili.</p>
<p>La USB si è mossa nei mesi scorsi prendendo rapporti anche con associazioni di familiari rafforzando al contempo le nostre strutture attraverso molte iniziative pubbliche: la manifestazione a Roma, che si terrà il 10 aprile vedrà la partecipazione di numerose delegazioni di operatori ed educatori provenienti da tutt’Italia, proprio allo scopo di accelerare il processo di internalizzazione.</p>
<p>Questa specifica vertenza per ridare dignità e diritti al “lavoro sociale”, per il sindacato USB è parte di una lotta più ampia per il rilancio dei servizi di welfare pubblico, contro il continuo smantellamento dello Stato Sociale e contro la sistematica riduzione dei fondi per il sociale e per la sanità, mentre aumentano le spese militari per l’invio delle armi e per gli interventi nei teatri di guerra.</p>
<p>Non è accettabile che i lavoratori e le lavoratrici delle cooperative sociali e del privato sociale continuino ad assumersi la responsabilità, il carico del mantenimento dei servizi senza che abbiano le basilari garanzie di reddito e diritti, e senza il riconoscimento del ruolo fondamentale svolto a supporto della collettività e del servizio del pubblico.</p>
<p>Roma, 08/04/ 2024</p>
<p><strong>USB Lavoro Privato</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 29 Mar 2024 14:38:20 +0100</pubDate>
                        <title>Servizi per l’accoglienza migranti e rifugiati Bologna: proclamato stato di agitazione alla cooperativa sociale CIDAS</title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>In seguito a due assemblee molto partecipate di lavoratrici e lavoratori del settore “accoglienza migranti e rifugiati”, gestiti dalla cooperativa CIDAS, è stato deciso di proclamare lo stato di agitazione per segnalare le forte criticità in corso nei servizi e la mancanza di volontà di confronto della cooperativa.</p>
<p>Nonostante le ripetute richieste di aprire un tavolo sindacale la cooperativa Cidas si è rifiutata di calendarizzare un incontro comunicando al sindacato che non vi sono criticità nei servizi da loro gestiti. Tale scelta disconosce il percorso democratico di lavoratrici e lavoratori e le loro legittime scelte sindacali.</p>
<p>Il sistema di bandi e di esternalizzazioni provoca inevitabilmente un peggioramento dei servizi. La gestione di servizi importanti come quelli afferenti all'accoglienza migranti si trova in forte difficoltà: in un combinato disposto tra necessità della committenza e necessità aziendali si scaricano i problemi sul personale in servizio.</p>
<p>Gli organici sottodimensionati, in particolare nelle strutture degli MSNA (minori stranieri non accompagnati), provocano un carico di lavoro già di per sé complesso e sottopagato, non più sostenibile.</p>
<p>La flessibilità richiesta incide pesantemente sulle condizione di lavoro senza restituire una retribuzione dignitosa. Nelle strutture, inoltre, si pone il tema della sicurezza a causa del poco personale presente.</p>
<p>Permane nelle strutture l'istituto delle “notti passive” che non riconosce a lavoratrici e lavoratori notturni una retribuzione che permetta di arrivare a fine mese. La mancanza di un piano di sostituzione per malattie e ferie, combinata con la turnistica in essere, lascia chi lavora sempre più in sofferenza.</p>
<p>All'interno di queste criticità permane l'elemento della precarietà contrattuale di diversi lavoratori e lavoratrici a cui va data una stabilizzazione.</p>
<p>Recentemente vi sono state riorganizzazioni sulle modalità di lavoro, imposte unilateralmente, senza confronto sindacale; tra queste ci sono le modifiche al sistema della “reperibilità” e le sanzioni sulle timbrature in ritardo: la flessibilità, come spesso succede nel mondo cooperativo, è solo appannaggio dei datori, mai a beneficio di chi lavora.</p>
<p>Su diversi altri temi, inoltre, si necessita un confronto al fine di una corretta applicazione del contratto passando dai rimborsi kilometrici fino all'apertura di un tavolo sullo smart working.</p>
<p>Non è più ammissibile accettare tali decisioni senza un reale e democratico confronto con le parti.</p>
<p>Da sempre USB sostiene che la tanto pubblicizzata qualità del welfare bolognese non esiste laddove non c'è rispetto del lavoro. Denunciamo i profitti fatti sullo smantellamento del welfare e pretendiamo dignità del lavoro.</p>
<p>Per questo richiediamo un confronto immediato con la cooperativa Cidas e i committenti dei servizi in questione, Asp e Comune: la democrazia va praticata non raccontata, riteniamo che per avere una qualità del servizio sia necessaria una qualità del lavoro. È tempo dei diritti e di restituire un salario dignitoso a chi sulle proprie spalle porta avanti il tanto acclamato welfare bolognese.</p>
<p>USB Cooperative Sociali Bologna</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 27 Mar 2024 14:05:11 +0100</pubDate>
                        <title>Sciopero nazionale delle Cooperative Sociali mercoledì 10 aprile 2024: manifestazione a Roma Piazza Ss apostoli, ore 11.00</title>
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Contro il sistema degli appalti e dell’accreditamento, per l’internalizzazione di tutti i servizi esternalizzati. Per veri aumenti salariali e contro la precarietà contrattuale.</p>
<p>Non è accettabile che i lavoratori e le lavoratrici delle Cooperative Sociali e del Privato Sociale non abbiano garanzie di reddito e diritti, senza il riconoscimento del ruolo svolto per la collettività e per il servizio del pubblico</p>
<p>Il rinnovo del contratto collettivo nazionale, firmato da CGIL CISL UIL con le centrali cooperative, dimostra la crisi di questo sistema: salari da fame e precarietà si confermano caratteristica principale del lavoro sociale mentre i tagli al welfare stanno portando al collasso i servizi.</p>
<p>Basta con le privatizzazioni, reinternalizzare i servizi a cominciare dagli educatori scolastici rispetto ai quali sono stati presentati apposite proposte di legge in Parlamento.</p>
<p>Il 10 aprile scioperiamo:&nbsp;</p>
<p>- per aumenti salariali che garantiscano il recupero dell’inflazione;</p>
<p>- contro appalti e affidamenti pubblici al massimo ribasso;</p>
<p>- per una revisione dei sistemi di accreditamento dei servizi per garantire il diritto alla salute e all’integrazione dei soggetti fragili;</p>
<p>- per la tutela della salute e sicurezza sul lavoro; per il riconoscimento del lavoro di cura, educativo e assistenziale, come lavoro usurante.</p>
<p>- contro la riduzione dei fondi per i servizi di welfare, contro la privatizzazione dello stato sociale; per il blocco delle spese militari e dell’intervento nei teatri di guerra</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ridiamo dignità e diritti al lavoro sociale. Contro il sistema degli appalti, per l’internalizzazione.</p>
<p><strong>Sciopero nazionale delle lavoratrici e lavoratori delle cooperative sociali</strong></p>
<p><strong>Mercoledì 10 aprile 2024 – intera giornata</strong></p>
<p><strong>Manifestazione a Roma: Piazza Ss Apostoli - ORE 11.00</strong></p>
<p>USB Cooperative Sociali&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 07 Mar 2024 11:36:42 +0100</pubDate>
                        <title>Cooperative sociali, firmato il contratto nazionale: nulla da festeggiare per le lavoratrici e lavoratori, 16 marzo assemblea a Roma, 10 aprile sciopero</title>
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		                        		https://coopsociali.usb.it/leggi-notizia/cooperative-sociali-firmato-il-contratto-nazionale-nulla-da-festeggiare-per-le-lavoratrici-e-lavoratori-16-marzo-assemblea-a-roma-10-aprile-sciopero-1138.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Mobilitazione verso lo sciopero: 16&nbsp;marzo&nbsp;assemblea nazionale a Roma, rifiutiamo la trattenuta di “servizio contrattuale”.</p>
<p>Sottoscritta definitivamente l’ipotesi di rinnovo del Contratto nazionale delle cooperative sociali 2023 - 2025, un contratto che arriva dopo anni di ritardo e che non risponde alle esigenze e richieste degli oltre 400mila lavoratrici e lavoratori impiegati nel settore socio-sanitario-assistenziale ed educativo.</p>
<p>Ancora una volta i sindacati CGIL CISL UIL hanno sottoscritto con Legacoop, Confcooperative e AGCI, un contratto che riconferma una condizione insostenibile di precarietà e povertà per gli operatori del settore più ampio del cosiddetto “privato sociale”. Non condividiamo l’accordo nel merito e nel metodo: dove si sarebbe svolta l’ampia consultazione “in centinaia di assemblee” e dove hanno visto questo “grande consenso” tra le lavoratrici e lavoratori? E perché dovrebbero darlo?</p>
<p>L’aumento salariale di 120 lordi (a regime solo a fine 2025) recupera meno della metà dell’inflazione reale di questi anni, nessuna “una tantum” per gli anni scoperti. La quattordicesima, vera novità del contratto, che giustificherebbe la povertà degli aumenti, è per il 2025 la metà della metà di una mensilità e per il futuro solo un auspicio per vederla crescere. Per gli addetti ai servizi educativi per l’infanzia e per gli educatori socio pedagogici un tardivo riconoscimento del proprio livello a inizio 2026 (con assorbimento degli aumenti ricevuti precedentemente). Per la maternità si passa al 100%, ma solo per il periodo di astensione obbligatoria, certo meglio ma insufficiente in un settore a forte presenza femminile e senza vere coperture per quanto riguarda la malattia dei figli e figlie. Rimane lo scandalo del lavoro non retribuito, della banca ore, della reperibilità e notti passive, dell’abuso dei contratti a termine, del part time involontario e super flessibile ecc.</p>
<p>Sulla parte normativa si amplia il bacino di utilizzo del CCNL invece che ridursi considerando che questo contratto viene utilizzato impropriamente per sottopagare lavoratrici e lavoratori in settori che hanno già la propria contrattazione collettiva (es. i servizi ambientali, ecc.). Sul problema di fondo della crisi del sistema degli appalti e dell’accreditamento (appalti sottocosto, taglio delle risorse, carenza di personale, carichi di lavoro e strutture inadeguate) ci si limita al solito “Osservatorio Paritetico” con funzioni di monitoraggio.</p>
<p>Tutte ragioni che rafforzano il nostro rifiuto di pagare una tassa su questo accordo: hanno stabilito il pagamento per tutti i lavoratori e lavoratrici non iscritte di un “contributo di servizio contrattuale” pari allo 0.1% della retribuzione annua direttamente in busta paga. La USB procederà alla diffida contro questa trattenuta per tutte e tutti gli iscritti, informando lavoratrici e lavoratori su come opporsi.</p>
<p>Rilanciamo la mobilitazione, assemblea nazionale delle delegate e delegati il&nbsp;16 marzo 2024&nbsp;(dalle ore 11.00 - Roma - Via Monti di Pietralata 16) verso lo sciopero nazionale indetto per mercoledì&nbsp;10 aprile 2024.<br /> &nbsp;</p>
<p><strong>Ridiamo dignità e diritti al lavoro sociale</strong></p>
<p><strong>Contro il sistema degli appalti, per l’internalizzazione</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>USB Cooperative Sociali </strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 05 Mar 2024 16:23:44 +0100</pubDate>
                        <title>Assemblea Nazionale delle delegate e delegati delle cooperative sociali 16 marzo: ridiamo dignità e diritti al lavoro sociale, contro il sistema degli appalti, per l’internalizzazione </title>
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		                        		https://coopsociali.usb.it/leggi-notizia/assemblea-nazionale-delle-delegate-e-delegati-delle-cooperative-sociali-16-marzo-ridiamo-dignita-e-diritti-al-lavoro-sociale-contro-il-sistema-degli-appalti-per-linternalizzazione-1625.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p><strong>16 marzo 2024 h. 11:00 Roma, Via Monti di Pietralata 16, verso lo sciopero del 10 aprile 2024</strong></p>
<p>Sabato 16 marzo USB convoca un’Assemblea Nazionale dei delegati e delle delegate aperta alle lavoratrici e ai lavoratori del settore contro il sistema degli appalti e dell’accreditamento, per l’internalizzazione di tutti i servizi.</p>
<p>Il sistema delle cooperative sociali non è stato in grado di dare una reale risposta alle esigenze delle lavoratrici e lavoratori e tantomeno degli utenti dei servizi affidati alle cooperative sociali. I tagli al welfare, portati avanti dai vari Governi che si sono alternati in tutti questi anni, hanno messo in grande difficoltà la stessa tenuta dei servizi socio sanitari, educativi e assistenziali.</p>
<p>Lo stesso tardivo rinnovo del contratto collettivo nazionale, firmato da CGIL CISL UIL con le centrali cooperative, dimostra la crisi di questo sistema: salari da fame e precarietà si confermano come caratteristica principale del lavoro sociale.</p>
<p>È ora di internalizzare tutti i servizi: la stessa presentazione in parlamento del DDL 236/22 per l’internalizzazione degli operatori e operatrici in appalto nello scolastico (AEC/OEPAC/Educatori/Assistenti all’autonomia e alla comunicazione) è un’importante novità che può portare oltre 70.000 lavoratori ad essere assorbiti nei ruoli pubblici, ma che ha bisogno per andare in porto della nostra mobilitazione. Per noi deve rappresentare l’inizio di un processo virtuoso che dovrà interessare tutti i servizi erogati dalle cooperative sociali.</p>
<p>Rilanciare la reinternalizzazione dei servizi e delle lavoratrici e lavoratori delle cooperative sociali è un passaggio fondamentale per garantire diritti, salario e continuità lavorativa e uscire dal precariato strutturale, per mettere fine al sistema degli appalti e della privatizzazione dello stato sociale.</p>
<p><em>Per tutte queste ragioni crediamo sia fondamentale il nostro protagonismo mettendo al centro dell’agenda politica, in vista dello sciopero nazionale del settore, tutte le tematiche che saranno discusse all’assemblea nazionale del 16 marzo, presso la sede dell’ARCI Via dei Monti di Pietralata 16 - Sala Ilaria Alpi alle ore 11.00.</em></p>
<p>All’assemblea sono invitate delegazioni di comitati, sindacati conflittuali e movimenti che da anni lottano per l’internalizzazione dei servizi.</p>
<p><strong>USB Cooperative Sociali</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 09 Feb 2024 11:43:08 +0100</pubDate>
                        <title>Rinnovo del CCNL Coop Sociali: ancora sfruttamento e povertà per le lavoratrici e lavoratori delle cooperative sociali </title>
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		                        		https://coopsociali.usb.it/leggi-notizia/rinnovo-del-ccnl-coop-sociali-ancora-sfruttamento-e-poverta-per-le-lavoratrici-e-lavoratori-delle-cooperative-sociali-1145-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Dopo anni di ritardo Cgil-Cisl-Uil hanno firmato l’ipotesi di rinnovo del Ccnl delle cooperative sociali &quot;, con decorrenza 2023-2025.&nbsp;</p>
<p>In un contesto sociale di caro vita, aumento delle spese militari, tagli al welfare e quindi impoverimento della popolazione lavoratrice, è arrivato l'accordo di rinnovo per il contratto delle cooperative sociali.</p>
<p>Un contratto nazionale che riguarda molti lavoratori e lavoratrici che a diverso titolo sono impegnati nel sempre più martoriato e privatizzato welfare e in tutti gli ambiti socio-sanitari afferenti alla cura della persona e nel cosiddetto inserimento lavorativo.</p>
<p>Sarà nostra cura fare una analisi più accurata rispetto a tutte le specificità e le questioni toccate dal rinnovo contrattuale, ma in breve segnaliamo il quadro generale.&nbsp;</p>
<p>SALARIO: viene sbandierato un aumento salariale del 12% che non solo non recupera l’inflazione di questi anni ma viene raggiunto solo a fine 2025.</p>
<p>VACANZA CONTRATTUALE: non vi è nessuna traccia degli arretrati per il periodo di vacanza contrattuale dalla scadenza del contratto ad oggi. Ricordiamo che il CCNL Coop Sociali era scaduto nel 2019, pertanto mancano quattro anni di arretrati.</p>
<p>CONGEDI PARENTALI E MATERNITÀ: pagata al 100%, ma esclusivamente nel periodo di astensione obbligatoria, del tutto insufficiente rispetto alle esigenze in un settore a forte presenza femminile. &nbsp;</p>
<p>Non vi è nessuna menzione per quanto riguarda la malattia dei figli e figli, al fine di consentire di assentarti dal lavoro ed essere retribuiti.</p>
<p>NOTTI PASSIVE: assistiamo ad una trionfale propaganda sull'aumento dell'indennità afferente alla reperibilità in struttura. Riteniamo che l'istituto della notte passiva sia da abolire in quanto si tratta di lavoro e in quanto tale deve essere pagata ogni ora e non con un forfettario simbolico.</p>
<p>QUATTORDICESIMA: sarà parziale al 50% e si inizierà a maturare nel 2025, perciò non vi sarà traccia per quest'anno e quindi nel 2025 sarà la metà della metà di una vera quattordicesima. Per un suo incremento futuro, nel prossimo CCNL, si rimane nell’ambito delle pure intenzioni.</p>
<p>INQUADRAMENTO EDUCATORI/TRICI: dopo anni di beffe ed aver imposto percorsi di riqualificazione obbligatori, pagati dai lavoratori e lavoratrici, viene promesso l'inquadramento che spettava già da anni, ossia il D2, venendo spacciato per una grande conquista, ma è palese la sua estrema tardività.&nbsp;</p>
<p>Oltre a tutto ciò, non vi è in essere nessun intervento per porre fine al part time obbligatorio, che impone alle lavoratrici e lavoratori monte orari estremamente bassi, senza restituire un salario significativo a fine mese.</p>
<p>BANCA ORE: non è stato toccato il tema dell'istituto della Banca Ore, che andrebbe eliminato completamente.&nbsp; Il contratto demanderà, come negli ultimi anni, agli integrativi territoriali o aziendali la disciplina di questo istituto.&nbsp;</p>
<p>Banca Ore: non viene minimamente menzionata, pertanto rimarrà così, continuando a decurtare salario straordinario e costringendo alla massima flessibilità.</p>
<p>Il lavoro supplementare o straordinario va retribuito per restituire un salario dignitoso ai lavoratori.&nbsp;</p>
<p>Questo rinnovo contrattuale non favorisce né le lavoratrici ed i lavoratori, né gli utenti, perché entrambi vengono spremuti per creare profitto a discapito di stipendi e servizi.</p>
<p>&nbsp;Vanno alzati i salari con un minimo tabellare a 10 euro l'ora. Va imposto il tempo pieno obbligatorio, salvo esclusiva richiesta dei lavoratori, il part time deve essere una scelta. Vanno abolite la Banca Ore e le notti passive e vanno costruiti istituti a supporto della genitorialità e della maternità, che permettano di conciliare i tempi di vita e di lavoro.</p>
<p>Rispediamo al mittente questo contratto, perché non soddisfa le rivendicazioni delle lavoratrici e lavoratori delle cooperative sociali.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 20 Dec 2023 11:21:30 +0100</pubDate>
                        <title>AEC/OEPAC Roma, USB-CUB: grande successo dello sciopero e della manifestazione del 19 dicembre</title>
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		                        		https://coopsociali.usb.it/leggi-notizia/aec-oepac-roma-usb-cub-grande-successo-dello-sciopero-e-della-manifestazione-del-19-dicembre-1126-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<div class="x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a"><div style="text-align:start"><p>Tanti lavoratori e lavoratrici in Piazza del Campidoglio, ancora di più quelli che hanno scioperato. L’iniziativa di CUB, USB e Comitato Romano AEC è stata un successo oltre ogni aspettativa.</p></div></div><div class="x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a"><div style="text-align:start"><p>Decine di interventi hanno illustrato la situazione che vivono gli OEPAC, precari, sfruttati e sottopagati dalle cosiddette cooperative sociali, mentre il servizio va in malora a causa dei tagli effettuati dal Comune.</p></div></div><div class="x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a"><div style="text-align:start"><p>La consapevolezza di tutte e tutti è che il 19 dicembre è stato solo l’inizio di una mobilitazione che a gennaio riprenderà con forza ancora maggiore, perché non si può continuare a vedere calpestata la propria dignità di lavoratori e di persone.</p></div></div><div class="x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a"><div style="text-align:start"><p>Sono caduti nel vuoto i tentativi delle cooperative e dei sindacati complici CGIL-CISL-UIL di intimidire e confondere i lavoratori e importante è stata anche la solidarietà espressa da molti genitori degli alunni e da molte scuole. Dopo l’interruzione delle vacanze natalizie – che per i lavoratori significano la perdita di molti giorni di retribuzione – l’iniziativa continuerà con altri scioperi e manifestazioni nei confronti di una giunta comunale che si ostina a non voler ascoltare il malessere e le ragioni di chi quotidianamente lavora per garantire l’inclusione e il diritto allo studio di migliaia di bambini e bambine.</p></div></div><div class="x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a"><div style="text-align:start"><p>Nel suo intervento alla manifestazione, il consigliere Antonio De Santis ha ribadito la determinazione a far svolgere il Consiglio comunale straordinario sul servizio OEPA richiesto da tutte le opposizioni per mettere davanti alle proprie responsabilità una maggioranza che gioca a nascondino e gira la testa dall’altra parte di fronte al dramma che vivono quattromila lavoratrici e lavoratori e alla negazione del diritto all’inclusione per diecimila alunni.</p></div></div><div class="x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a"><div style="text-align:start"><p>Il primo passo è stato fatto, adesso non ci ferma più nessuno.</p></div><div style="text-align:start"><p><strong>USB Lavoro Privato Roma</strong></p></div></div>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 06 Dec 2023 14:15:49 +0100</pubDate>
                        <title>Velletri: le lavoratrici delle cooperative dell’assistenza domiciliare in presidio al comune, ottenuto incontro per il 14 dicembre</title>
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		                        		https://coopsociali.usb.it/leggi-notizia/velletri-le-lavoratrici-delle-cooperative-dellassistenza-domiciliare-in-presidio-al-comune-1417-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>La mattinata di oggi ha visto il piazzale sottostante il comune di Velletri riempirsi di un folto gruppo di lavoratrici, in forza alla cooperativa Mediohospes (in scadenza di appalto al 31/12) come assistenti domiciliari. Le lavoratrici richiedono ascolto rispetto alla loro pessima condizione lavorativa, fatta di turni spezzati e mal retribuiti, della necessità di avere la macchina, ma senza il rimborso per la benzina.</p>
<p>La logica è la classica degli appalti, dove il datore di lavoro alza le mani, perché &quot;agisce con i fondi stanziati dal comune&quot;. Per questo siamo andati al municipio, dove abbiamo richiesto un incontro con l'assessore alle Politiche Sociali, che non è avvenuto in quanto era assente: si è presentato solo il vice-sindaco.</p>
<p>Successivamente, a seguito del presidio rimasto rumoroso per tutto il tempo, si è palesato l'assessore di Patrimonio-Agricoltura, disponibile al dialogo, con il quale è stato fissato un incontro in data 14 dicembre. Ci auguriamo che questo passaggio possa essere risolutivo, altrimenti ci ritroveremo di nuovo in piazza per ribadire i problemi che affliggono i lavoratori e le lavoratrici del comparto socio-sanitario/assistenziale.</p>
<p>Un esempio che i diritti si conquistano con la lotta, per tutti i lavoratori e le lavoratrici del settore.</p>
<p>SFRUTTATI MAI</p>
<p>USB - COOPERATIVE SOCIALI</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 29 Nov 2023 12:58:33 +0100</pubDate>
                        <title>USB: ancora una volta Cgil-Cisl-Uil decidono sulla testa dei lavoratori</title>
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		                        		https://coopsociali.usb.it/leggi-notizia/usb-ancora-una-volta-cgil-cisl-uil-decidono-sulla-testa-dei-lavoratori-1300.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Apprendiamo dalla stampa dell’accordo tra i sindacati confederali, le centrali cooperative e il Comune di Roma il demansionamento dei lavoratori delle cooperative sociali.</p>
<p>Questa stipula, in totale contrasto con l’articolo 2103 del c.c., che impone di impiegare i lavoratori con un inquadramento corrispondente alla mansione svolta, maschera il vero problema del settore: questo è caratterizzato da salari estremamente bassi, sfruttamento e continue irregolarità contrattuali da parte delle cooperative sociali che portano sempre più lavoratori alla ‘fuga dal settore’. Inoltre rappresenta un’ancora di salvataggio per le aziende in merito alla modalità di erogazione del servizio agli alunni con disabilità nelle scuole, perché il Comune Di Roma taglierà ore agli OEPAC, i quali verranno dirottati in altri servizi come l’assistenza domiciliare al fine di compensare le ore contrattuali mancanti. Grazie a questo accordo essi saranno costretti a fare un lavoro molto differente dalle loro competenze, relegati alla formazione professionale “on the job”, ossia sul campo e quindi inesistente, se paragonata ai corsi di formazione (come l'OSS) da 1000 ore, pagati a caro prezzo dai lavoratori della domiciliare. Se per evidenti motivi gli educatori-OEPAC si dovessero rifiutare sarà loro ridotto il salario in base alle ore mancanti.</p>
<p>La triangolazione Cooperative Sociali – Comune di Roma – sindacati confederali è perfetta per sfruttare, sottopagare o proprio per non retribuire i lavoratori del sociale! Non era bastato l’accordo, anche questo illegale, perché in contrasto al nostro ordinamento giuridico, che prevedeva il doppio livello per i lavoratori delle cooperative sociali che effettuavano sia l’assistenza domiciliare che quella scolastica. Bisognava ancora di più aumentare lo sfruttamento con la compiacenza di tutti gli attori in campo, in primis il Comune di Roma, che per risparmiare sui costi dei servizi sociali attua queste operazioni sulla pelle dei lavoratori e sulle spalle&nbsp;degli&nbsp;utenti.</p>
<p>USB Cooperative Sociali</p>]]></content:encoded>
			
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