Assistenza specialistica/OEPAC, dopo la mobilitazione USB e AMN: dalla Regione rassicurazioni sulla ripresa del servizio

Roma -

Si è svolta giovedì 8 ottobre, presso la sede della Regione Lazio a Garbatella, la mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori dell’assistenza specialistica/OEPAC delle 12 scuole superiori ancora escluse dal finanziamento, che ha portato all’incontro tra una delegazione di USB e AMN (Associazione MISAAC Nazionale) e Claudio Spagnardi, Capo Segreteria dell’assessore regionale Calvi.

Durante l’incontro sono state rappresentate le forti criticità determinate dal ritardo nella ripresa del servizio, che sta lasciando gli alunni con disabilità e le loro famiglie senza l’assistenza necessaria e, contemporaneamente, le lavoratrici e i lavoratori senza continuità lavorativa e retributiva.

USB e AMN hanno chiesto alla Regione di procedere con la massima rapidità alla conclusione del procedimento amministrativo necessario a consentire alle scuole di riattivare il servizio.

Dalla Regione sono arrivate rassicurazioni sul fatto che la determina regionale necessaria dovrebbe essere adottata entro oggi o, al più tardi, nella giornata di domani. Secondo quanto riferito nel corso dell’incontro, una volta completato l’iter amministrativo, la ripresa del servizio nelle scuole interessate dovrebbe avvenire nell’arco di 7-10 giorni.

Si tratta di un primo risultato della mobilitazione, ma per USB e AMN il problema non può essere considerato risolto con la sola gestione dell’emergenza.

È stato infatti richiesto un incontro con l’assessore regionale Calvi, che dovrebbe svolgersi nei prossimi giorni, con l’obiettivo di affrontare in maniera strutturale una situazione che si ripete ormai ogni anno, con ritardi nella ripresa dei servizi che ricadono sugli alunni con disabilità, sulle famiglie e sulle lavoratrici e sui lavoratori.

USB e AMN hanno ribadito la necessità di aprire un tavolo permanente che affronti definitivamente il problema della continuità del servizio e del lavoro, mettendo al centro un percorso di stabilizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori attraverso l’internalizzazione del servizio e il superamento del sistema degli appalti alle cooperative sociali.

L’assistenza agli alunni con disabilità non può essere subordinata ogni anno ai tempi delle procedure amministrative, così come non è accettabile che lavoratrici e lavoratori qualificati siano costretti ad attendere ogni volta la ripartenza del servizio per poter tornare a lavorare e percepire il proprio salario.

La mobilitazione dell’8 ottobre rappresenta quindi un primo passaggio. USB e AMN continueranno a seguire la situazione fino all’effettiva ripresa del servizio nelle 12 scuole e porteranno al prossimo incontro con la Regione la richiesta di una soluzione strutturale: continuità dell’assistenza, continuità lavorativa e internalizzazione dei servizi.