Decine di manifestazioni per lo sciopero delle cooperative sociali: vogliamo salari, stabilità occupazionale e qualità dei servizi

Nazionale -

USB esprime soddisfazione per la riuscita dello sciopero nazionale delle cooperative sociali del 18 maggio 2026, che ha visto lavoratrici e lavoratori del settore socio-assistenziale, educativo e sanitario incrociare le braccia in tutta Italia per rivendicare dignità, salari adeguati e diritti.

La mobilitazione ha riportato al centro una condizione lavorativa ormai non più sostenibile: stipendi insufficienti, precarietà strutturale, appalti al ribasso, carichi di lavoro sempre più pesanti e totale assenza di riconoscimento professionale per chi ogni giorno garantisce servizi fondamentali alla collettività.

Educatrici, educatori, OSS, operatori sociali e personale impiegato nei servizi scolastici e assistenziali hanno lanciato un messaggio chiaro: i servizi sociali non possono essere trattati come un mercato e la qualità dell’assistenza non può continuare ad essere sacrificata in nome del profitto.

Tra le rivendicazioni principali della giornata di lotta vi sono la reinternalizzazione dei servizi, il rinnovo del CCNL delle cooperative sociali con aumenti salariali reali, la fine degli appalti al massimo ribasso e il superamento del part time ciclico verticale che condanna migliaia di lavoratrici e lavoratori a mesi senza salario e senza adeguate tutele.

Presidi e cortei si sono svolti in tutta Italia, coinvolgendo complessivamente 17 città dal nord al sud del Paese.

A Roma, al termine del corteo delle lavoratrici e dei lavoratori, si è svolto un incontro tra una delegazione USB, l’Associazione MISAAC e il Coordinamento Nazionale Contro la Discriminazione delle Persone con Disabilità con il Ministero del Lavoro rappresentato da Luca Sabatini del gabinetto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Marina Elvira Calderone.

Nel corso dell’incontro, durato oltre due ore, sono state rappresentate le rivendicazioni delle lavoratrici, dei lavoratori e delle famiglie rispetto alla profonda crisi che attraversa il settore: salari insufficienti, mancanza di continuità lavorativa e necessità di internalizzazione dei servizi. La delegazione ha inoltre espresso una netta contrarietà all’attuale impianto normativo in discussione in Parlamento.

Il confronto ha affrontato tutte le principali criticità del comparto e ha aperto la prospettiva di un percorso di interlocuzione più ampio che dovrà necessariamente coinvolgere anche il Ministero dell’Istruzione e del Merito, il Ministero per le Disabilità e la Conferenza Stato-Regioni, al fine di affrontare sia le difficoltà degli enti territoriali nel finanziamento dei servizi sia la necessità ormai indispensabile di un forte intervento pubblico centrale.

USB continuerà a sostenere la mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori delle cooperative sociali fino all’ottenimento di risposte concrete su salari, stabilità occupazionale, diritti e qualità dei servizi.