La giunta Gualtieri trasforma gli assistenti educativi in colf. USB farà di tutto per impedire la liberalizzazione del servizio

Roma -

A quanto si legge nella bozza di modifica del Regolamento del servizio di inclusione scolastica degli alunni disabili (Delibera n. 80 del 2017), la giunta capitolina di centrosinistra e l’assessora Claudia Pratelli si stanno impegnando a liberalizzare il servizio di assistenza scolastica.

Nella bozza di modifica del Regolamento AEC/OEPA, volto ad introdurre il sistema del cosiddetto accreditamento, all’art. 15 si legge che il servizio “(…) può essere assicurato in forma diretta, mediante un programmato e progressivo reclutamento e inserimento nella dotazione organica del personale non dirigente di Roma Capitale del relativo personale OEPAC utile al suo espletamento, ovvero può essere affidato a soggetti del Terzo Settore tramite procedura ad evidenza pubblica mediante gara, municipale o centralizzata, ai sensi del Codice dei contratti pubblici ovvero mediante il meccanismo dell’accreditamento rimesso successivamente all’autonoma scelta delle famiglie come descritto anche nelle Linee Guida ANAC n. 3235/2019”. 

In sintesi, avverrà che, una volta accreditata la cooperativa, sarà la famiglia dell’alunno a scegliersi l’operatore. In questo modo si dequalifica la figura dell’operatore educativo, già fortemente colpita in tutti questi anni di esternalizzazione del servizio, e la si fa precipitare nelle condizioni di una colf. 

Senza voler nulla togliere a badanti, colf e babysitter, ricordiamo che l’operatore è legato all’alunno/a con disabilità dalla legge 104 e opera dentro la scuola con i colleghi del Pubblico Impiego per il raggiungimento delle autonomie. La decisione politica di far scegliere alle famiglie è l’ennesimo abominio che questa giunta farebbe a danno degli AEC/OEPAC e degli alunni con disabilità, destinata a deprofessionalizzare ulteriormente il servizio stesso di assistenza scolastica. 

Non solo arrestano il percorso di internalizzazione della figura, che era stato avviato con la precedente amministrazione, ma abbassano il livello delle tutele per tutti i lavoratori del settore. E creano disparità tra le varie figure del team scolastico, nel quale l’insegnante di sostegno, l’ATA o l’insegnante curriculare non vengono certo determinati dalle famiglie degli alunni.

È paradossale che venga riesumata una proposta della vecchia amministrazione, poi battuta dalle proteste dei lavoratori, che erano riusciti con il progetto di reinternalizzazione del servizio, a riaprire un percorso per la riqualificazione della professione e del servizio stesso. Oggi, chi era all’epoca all’opposizione, riprende il peggio della vecchia giunta per realizzarlo, calpestando aspirazioni e diritti di chi manda avanti il settore.

Questa vergogna non deve passare e USB farà di tutto per impedirlo.

USB Federazione di Roma

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